La manifestazione
«Che fine ha fatto il piano sicurezza?»
Pd e Lista Mascagni sollecitano il sindaco: «Non c’è traccia di unità cinofile, servizi a cavallo e reparti in motocicletta»
GROSSETO. Nel programma elettorale di Antonfrancesco Vivarelli Colonna era prevista, oltre all’istituzione del vigile di quartiere, la creazione di nuovi reparti in moto (pronto intervento, tipo Chips), ma soprattutto unità cinofile, attraverso un accordo con Cemivet, che avrebbe dovuto concretizzarsi nei primi cento giorni di mandato. E ancora l’addestramento degli agenti all’uso di mezzi e strumenti di autotutela e il contrasto quotidiano a parcheggiatori e venditori abusivi.
Il giorno dopo la rimozione delle panchine a Porto Corsica, per evitare il bivacco di rom, barboni e tossici, la minoranza di centrosinistra torna sul tema sicurezza, soffermandosi in particolare sugli annunci che hanno riguardato le azioni tese a coadiuvare e rafforzare il presidio su quella parte di città. I consiglieri comunali del Pd e della lista Mascagni hanno presentato ieri una mozione in cui si chiede a Vivarelli Colonna a che punto sta l’iter per introdurre nella municipale due nuovi servizi: vale a dire le unità cinofile e il servizio a cavallo. «Dagli annunci di Vivarelli Colonna - scrivono Carlo De Martis, Lorenzo Mascagni e gli altri consiglieri - sono trascorsi quasi nove mesi e del vasto piano di azione promesso ad oggi c’è davvero poca traccia. Quanto a presenza e azioni tempestive nelle aree più sensibili la cronaca di questi giorni parla da sola. L’area di Porta Corsica è senza dubbio un’area sensibile, da tempo afflitta da problemi di degrado e sicurezza pubblica, e tutto quello che questa giunta ha saputo partorire è un bizzarro intervento di rimozione di qualche panchina, che tra l'altro fa il paio con il celeberrimo precedente dello sgombero dei gradini del Duomo«.
E anche dei nuovi reparti in moto al momento non ci sarebbe traccia. Cinque nuovi agenti sono stati assunti e hanno preso servizio, ma non ancora su due ruote. Mancano all’appello, insomma, i nuovi reparti di pronto intervento. Ma è sulle unità cinofile a supporto degli agenti di polizia municipale che si impuntano le minoranze. Avrebbero dovuto essere create nei primi tre mesi di governo. «Vale la pena ricordare - proseguono i consiglieri di Pd e Lista Mascagni - che lo scorso quindici novembre la giunta aveva addirittura impegnato il consiglio comunale per approvare una modifica ad hoc del regolamento del corpo di polizia municipale, volta per l’appunto a introdurre le unità cinofile, nonché il servizio a cavallo. In quei giorni lo stesso sindaco rimarcava l’importanza di dotare la polizia municipale di questi servizi. L’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti annunciava la prossima definizione di un accordo con il Cemivet (Centro militare veterinario dell'esercito), avente a oggetto tanto l’addestramento del personale, quanto l’addestramento degli animali con l'assistenza veterinaria e il ricovero di questi ultimi».
Era parso di capire che rispetto alle unità cinofile l’iter era in fase avanzata ed era stato perfino precisato che i cani sarebbero stati impiegati per garantire maggiore sicurezza agli agenti durante lo svolgimento dei servizi di identificazione di persone extracomunitarie e senza fissa dimora. Da quel consiglio comunale, però, sono trascorsi quattro mesi, e di unità cinofile e servizi a cavallo nessuno ha più sentito parlare. «Nel perdurante silenzio del sindaco e della sua giunta - concludono Lorenzo Mascagni, Carlo De Martis, Manuele Bartalucci, Catiuscia Sboccati, Marilena Del Santo, Ciro Cirillo e Marco Di Giacopo - noi consiglieri di opposizione abbiamo presentato un’interrogazione al sindaco e all’assessore competente, per sapere a che punto stiamo nel coinvolgimento del Cemivet e nella creazione delle nuove pattuglie».
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