Sicurezza
Solo sei controllori sui bus «Tiemme vuole appaltare»
I sindacati denunciano lo stallo del servizio e l’ingaggio di personale esterno Schiano (Uiltrasporti): «Evasione alta, 15 verificatori in tre province non bastano»
GROSSETO. Tre province, oltre 860.000 abitanti, decine di migliaia di chilometri percorsi ogni giorno, centinaia di corse urbane ed extraurbane, 1.200 dipendenti e... appena quindici controllori. Di questi, solo sei con residenza lavorativa in provincia di Grosseto (impiegati anche a Piombino) e gli altri spalmati sul Senese e sull’Aretino.
La fiducia nella correttezza dei passeggeri Tiemme è nobile cosa, per carità. Ma i numeri non mentono. E se l’azienda fa fatica a coprire il 35% del costo del servizio a proprio carico, finanziato con la vendita dei biglietti –arrivando secondo i sindacati ad appena il 24% – forse significa che di controllori (“verificatori” in gergo tecnico) sui pullman ne viaggiano troppo pochi.
I sindacati lo dicono da tempo e se n’è accorta la stessa società che ora è corsa ai ripari, annunciando l’arruolamento di altri dieci controllori. Le modalità di ingaggio, però, non piacciono ai sindacati.
«Se i dati che l’azienda ci ha fornito sono veri, i verificatori aumenteranno di dieci unità», dice Fabio Schiano della UilTrasporti settore gomma, che ha anche fornito gli altri numeri citati in questo articolo. «Il problema è che, come ci ha detto l’azienda, non sarà Tiemme ad assumere ma ditte esterne da essa partecipate». Alcuni profili sarebbero già stati valutati.
Insomma, il servizio verrà appaltato, come denuncia la stessa UilTrasporti insieme a Filt-Cgil e Fit-Cisl in un comunicato congiunto, «smembrando di fatto tutto il servizio alternativo alla guida e mettendo a rischio le residenze dei dipendenti e il posto di lavoro degli autisti, a cui viene tolta l’idoneità di mansione». Proprio le figure in esubero previste dal bando di gara, invece, potrebbero essere riqualificate nel settore del controllo che è, per i sindacati, un settore strategico in questo delicatissimo momento. Dopo che il Tar ha annullato l’assegnazione ad Autolinee toscane (At), lunedì la commissione di gara gliel’ha riassegnata, ma resta il giudizio al Consiglio di Stato atteso per il 6 aprile.
«In questo limbo le aziende non investono – lamenta Schiano – fanno poca manutenzione, appaltano anche i servizi di officina, che sono tutte cose che prima si facevano dentro Tiemme, e l’età media dei bus è di 13-14 anni». I sindacati lamentano anche che il personale viene «spremuto in virtù della produttività e della competitività», quando al contrario «stiamo perdendo tutte le gare scolastiche», dicono i sidnacati, e i giovani vengono «assunti con salari più bassi e turni massacranti». I sindacati non sono più disposti ad aspettare la fine dei contenziosi, puntano il dito contro la scarsa qualità del servizio e chiedono alla politica una presa di posizione, minacciando azioni per farsi ascoltare.
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