Il Tirreno

Grosseto

Picchia la moglie al culmine della lite

di Francesca Gori

Per l’episodio al Poggio potrebbe essere attivato il Codice rosa Donne vittime di stalking e lesioni: tre uomini a giudizio

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GROSSETO. L’ambulanza del 118 e due pattuglie del nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri sono dovute intervenire ieri sera poco prima delle 20 al Poggio di Roselle. Quando la telefonata è arrivata al comando dei militari, la situazione è stata subito chiara: una donna era stata picchiata dal marito e aveva bisogno di cure e di qualcuno che la portasse via da quell’inferno. I sanitari del 118 si sono accorti che per fortuna i colpi dell’uomo non erano stati troppi nè troppo forti. Ma per la donna, di origini marocchine come il marito, si sta profilando la segnalazione al Codice rosa che potrebbe essere attivato dai carabinieri che proprio la scorsa settimana hanno inaugurato la stanza dedicata alle donne e ai minori vittime di violenza. Una stanza che è già stata utilizzata da una donna che si è rivolta ai militari per denunciare le violenze subite, proprio il giorno dopo l’inaugurazione.

Una servizio, quello dei carabinieri che hanno deciso di accogliere il progetto di Soroptimist, che servirà alle tante donne vittime di uomini che non sanno fermarsi come un quarantaseienne di Follonica che sarà giudicato nelle prossime settimane per i reati di maltrattamento, stalking e danneggiamento nei confronti della donna. Lei invece, dopo aver vissuto mesi d’inferno, è stata costretta a lasciare casa sua, dove viveva con il figlio di 8 anni e rifugiarsi in una struttura protetta del Centro antiviolenza di Grosseto. Dal 2013 al 2015, la vita della donna è stata tutta un susseguirsi di botte, spintoni, schiaffi e minacce, una volta anche rafforzate da un coltello da cucina brandito davanti al suo volto. La donna è stata costretta a cambiare la serratura della porta di casa e ha cercato di resistere fino a che ha potuto. Ma nel 2015, la situazione è sfuggita dal controllo: l’uomo ha cominciato a seguirla e a tempestarla di sms minatori, inviati anche al nuovo compagno della donna. Ma forse, l’episodio con il quale l’uomo ha davvero passato il segno è stato quando ha restituito alla donna alcuni giocattoli sessuali, consegnandoli al figlio di 8 anni. Anche di fronte a quel bambino, non si è fermato: ha spaccato il parabrezza dell’auto della donna, davanti alla scuola del figlio e per due volte si è rivolto ai carabinieri dicendo che sarebbe andato ad uccidere la sua ex moglie. L’uomo, difeso dall’avvocato Marco De Stasio, si presenterà davanti al giudice tra qualche settimana.

A giugno invece si aprirà il processo a carico di un uomo di 42 anni che è stato accusato, anche lui, di maltrattamenti e di lesioni dalla moglie. La donna lo ha denunciato dopo che l’uomo (difeso dall’avvocato Serena Giannini) ha fratturato il dito medio della moglie al culmine di una lite.

Il giudice dell’udienza preliminare Sergio Compagnucci ha deciso di rinviare a giudizio anche un uomo originario dell’isola d’Elba di 59 anni (difeso dagli avvocati Simonetta Bendinelli e Giovanni Cirio Pacilio anche lui per il reato di maltrattamenti. Questa volta però, la vittima della violenza dell’uomo era la figlia minore che avrebbe subito soprusi e botte da quando aveva 10 anni fino a quando ne aveva 15.

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