Il Tirreno

Grosseto

Fine vita, Mina Welby sull’Amiata

di Fiora Bonelli
Fine vita, Mina Welby sull’Amiata

Sabato sarà a Castel del Piano, uno dei due comuni del Grossetano che raccoglie i testamenti biologici

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CASTEL DEL PIANO. Legge fine vita, una questione di civiltà. Mina Welby e Pino Giannini saranno sabato 18 marzo a Castel del Piano, nella sala consiliare, alle 16, per presentare il loro libro “Ultimo gesto d’amore”. Mina Welby è colei che decise di amare totalmente il suo uomo, Pier Giorgio Welby, fino alla fine della vita, supportandolo nella scelta di una «morte opportuna».

Il libro ripercorre i fatti fino alla drammatica conclusione, che dieci anni fa scossero le scienze e le coscienze lasciando aperti e irrisolti ancor oggi problemi etici e giuridici.

L’incontro è organizzato dall’amministrazione comunale e dal Comitato 16 novembre onlus che lotta, con la presidenza di Laura Flamini di Castel del Piano, per i diritti dei malati di Sla e tutti i malati gravissimi, ma è stato voluto con forza dall’assessora al Sociale Romelia Pitardi che da anni si impegna per una legge sul fine vita. Ed è stato proprio grazie al suo puntiglio che Castel del Piano, unico paese del Grossetano insieme con Castiglione della Pescaia, ha istituito il registro di raccolta dei testamenti biologici, che fu ratificato dalla delibera del consiglio comunale a giugno 2010.

«Sono passati sette anni da allora – dice Pitardi – e purtroppo non abbiamo fatto passi avanti a livello nazionale. Siamo la maglia nera in Europa. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo attivato un servizio che poi partì a ottobre, con l’istituzione del registro, come espressione di una precisa volontà politica dell’amministrazione comunale, in presenza di una carenza legislativa evidente e che continua a esserci, tanto che la proposta di legge del fine vita approdata un paio di giorni fa alla Camera è stata accolta dalla presenza di soli venti deputati, con punte in negativo anche sotto i dieci».

Per Pitardi è «una vergogna e un’ingiustizia profonda, perché – dice – sono più di 25 anni che la legge deve essere discussa. È passata una generazione e noi siamo sempre lì, soli in Europa, perché tutti gli stati hanno una legge sul fine vita. Sono oltre 120 persone quelle che ultimamente sono andate in Svizzera per porre fine alla propria esistenza. Un fatto, questo, che dovrebbe scuotere le coscienze. È la persona che deve decidere della sua vita, non lo Stato. Lo Stato ha il compito di assistere e bene, la persona stessa. Quando c’è un testamento biologico non si deve far altro che eseguire le volontà espressa».

Questi problemi e altri saranno discussi sabato con Mina Welby e Pino Giannini. «Sarà anche l’occasione per sollecitare altri comuni a fare iniziative analoghe alla nostra, per sensibilizzare tutti su questo problema umano che pare, purtroppo, non toccare più di tanto i nostri parlamentari», conclude Pitardi.

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