Sicurezza
Il gelato sul mare torna in Tribunale
La ditta Benigno, esclusa dalla graduatoria a Grosseto, è pronta a rivolgersi al Tar dopo le vittorie a Scarlino e Castiglione
GROSSETO. Di ricorsi al Tar ne hanno presentati due: uno contro il Comune di Scarlino, l’altro contro l’amministrazione di Castiglione della Pescaia. E li hanno vinti entrambi. Ora la ditta Benigno, quella che in Maremma ha ingaggiato una vera e propria battaglia per la distribuzione degli alimenti e delle bibite sulle spiagge, ha deciso di fare lo stesso contro il Comune di Grosseto perché il bando pubblicato, tra i requisiti, chiede ancora una volta l’anzianità si presenza sull’arenile. Requisito che è già stato bocciato due volte dal tribunale amministrativo regionale proprio dopo che Salvatore Benigno aveva presentato il ricorso.
Sono quattro i nullaosta messi a disposizione dall’amministrazione e la ditta Benigno arriva soltanto quinta: due posti vengono invece assegnati alla stessa società.
«Così come era già successo a Castiglione della Pescaia prima e a Scarlino poi - spiega Salvatore Benigno - tra i requisiti del bando c’era quello dell’anzianità che prevedeva l’assegnazione di un determinato punteggio in graduatoria per quelle ditte che da più tempo operano sull’arenile grossetano, senza considerare però che la normativa fissa che l’anzianità venga calcolata sulla base di tutto il territorio nazionale e non soltanto sulla base di quello comunale. E su questa questione, il Tar già nei due precedenti casi ha accolto le motivazioni della ditta».
Benigno ha dovuto aspettare la pubblicazione della graduatoria prima di potersi rivolgere al Tar. «Sono stato ricevuto dall’assessore Ginanneschi che però non ha voluto bloccare il bando - dice - nonostante che il Comune di Follonica, ad esempio, fece proprio così. L’amministrazione se sarà condannata dal Tar pagherà soldi che poteva tranquillamente risparmiare dando la possibilità alla mia impresa di lavorare e di creare nuovi posti».
Le macchine che viaggiano sulla spiaggia sono state brevettate da Benigno in persona e battono gli arenili di mezza Italia. Prima di rivolgersi al Tar, l’uomo ha anche tentato la carta della Pec di autotutela che però non è stata accettata dall’amministrazione.
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