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Condannato dopo il furto a scuola

Condannato dopo il furto a scuola

Trentadue mesi per il tunisino, la donna patteggia 2 anni e 20 giorni

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FOLLONICA. Hanno scelto due riti diversi, lui l’abbreviato, lei il patteggiamento, e alla fine le pene non sono state molto diverse. Ma le contestazioni erano diverse e, soprattutto, per lui si sono aperte adesso le porte del carcere, visto che il giudice gli ha cancellato la sospensione della pena che aveva ottenuto in precedenza.

Chiusa con il giudizio la direttissima per il furto di abiti e denaro avvenuto domenica 26 alla scuola primaria di via Cimarosa. Alla stazione ferroviaria i due erano stati rintracciati. Lui Hechmi Othay, 30 anni, tunisino, tenuto in cella dal giorno della convalida, aveva inscenato anche un movimento che ha indotto la Procura a configurare la rapina impropria ai danni dei carabinieri. E per questo reato è stato condannato dal giudice Marco Bilisari a 2 anni 8 mesi e 800 euro, con la revoca della sospensione. Il sostituto procuratore Marco Nassi aveva insistito sulla rapina e sulla contestualità degli eventi, sviluppatisi nell’arco di tre quarti d’ora, dalle 18.45 alle 19.30, ma con un precedente delle 16.30, quando la coppia era stata vista da un testimone mentre si aggirava tra la scuola e la vicina chiesa. «Non si può continuare a investire in fiducia su di lui, ha anche minacciato la coimputata». C’era stato un gesto chiaro anche nei confronti del maresciallo, in aula, alla convalida. E aveva così sollecitato 3 anni 2 mesi e 800 euro. Tesi invece contestata dal difensore Riccardo Lottini, che aveva invitato il giudice a considerare il furto più la resistenza e non la rapina, in virtù di un contesto diverso anche temporalmente: «Manca l’immediatezza, questa è una quasi flagranza». Il giudice è rientrato in aula dopo circa quarantacinque minuti di camera di consiglio, leggendo anche la sentenza di patteggiamento che ha interessato Veronica Melella, 36 anni, arrestata insieme a Othay a cui avrebbe fatto sostanzialmente da palo: assistita dall’avvocato Elena Pellegrini, ha concordato 2 anni e 20 giorni più 120 euro. Il giudice ha anche disposto la confisca e la distruzione degli arnesi di cui la coppia era stata trovata in possesso.(p.s.)

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