Il Tirreno

Grosseto

Cala la differenziata crescono i costi Rifiuti, così non va

di Cristiano Pellegrini
Cala la differenziata crescono i costi Rifiuti, così non va

Critiche ad Ato arrivano dal Centro studi Sintesi di Mestre Conforti: «Pesantemente vanificata l’occasione di risparmio»

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SIENA. Rifiuti, così non va. Lo dice un’indagine del Centro Studi Sintesi di Mestre, su commissione di Rete Imprese Italia di Siena. Negli anni del soggetto unico affidatario del servizio dei rifiuti nelle tre province di Grosseto, Siena e Arezzo, a fronte di una diminuzione pro capite della produzione (-8,6%) si è assistito ad una diminuzione della di raccolta differenziata (-6%), in totale controtendenza rispetto alla Toscana e all'Italia, mentre sono incrementati del 20% i costi unitari di smaltimento. E tutto questo ha finito per incidere sulle tasche di cittadini e imprese.

Non bastava, dunque, l’inchiesta della Procura di Firenze che da un anno sta indagando per turbativa d’asta sull’affidamento del servizio a Sei Toscana da parte di Ato Toscana Sud, né le dimissioni a catena che dal novembre scorso ne hanno decapitato i vertici. Adesso, anche i numeri confermano le sensazioni espresse da molti sindaci e cittadini.

L’analisi, coordinata dal professor Federico Della Puppa, prende in esame la gestione dei rifiuti 2013-2015, prima e dopo l’affidamento alla società Sei Toscana, avvenuto nel 2014. La produzione dei rifiuti pro capite nei 106 Comuni interessati (da novembre 2015 sono compresi nel servizio sei Comuni in provincia di Livorno) sarebbe passata dai 596 kg per abitante del 2013 ai 545 kg del 2015 (-8,6%), mentre nel resto della Toscana la produzione è aumentata del 2% ed è rimasta stabile nel resto d'Italia.

Di contro la produzione di raccolta differenziata è passata dal 39,1% del 2013 al 36,7% del 2015 (-6,1%), in forte controtendenza rispetto ai risultati ottenuti a livello toscano (dal 42,2% al 46,1%, + 8,5%) e nazionale (dal 42,3% al 47,5%, +10,9%). «L’andamento - sottolinea la relazione - mostra un netto ampliamento del divario tra performance dell’Ato e performance nazionali e regionali. Ed è questo un aspetto molto negativo».

Non va meglio nemmeno l’analisi dei costi di gestione. Rapportando il dato alle tonnellate smaltite viene rilevato un incremento dei costi di smaltimento del 20%, passando da 282 euro a tonnellata nel 2014 a 339 euro nel 2015, con una crescente incidenza dei costi fissi (+90,7%) ed evidenti ripercussioni sul calcolo della Tariffa Rifiuti. «L’incremento dei costi sostenuti dai cittadini - prosegue l’indagine - al quale corrisponde la diminuzione del 4% delle tonnellate prodotte e i costi unitari al 2015 maggiori del +4% rispetto alle medie nazionali e regionali, al contrario nel 2013 quando i valori risultavano inferiori nell’Ato Toscana Sud rispetto i due contesti analizzati (-13% rispetto la Toscana, -6% rispetto la media nazionale) dimostrano che si tratta di un modello gestionale inefficiente».

«Era la fine del 2014 quando per la prima volta definimmo un “grande pasticcio” la situazione che si stava profilando - ha detto ieri mattina nel corso della presentazione dei dati, Carlo Conforti, presidente di turno di Rete Imprese Italia Siena - L’effetto evidente della nuova gestione unica era un pesante e generalizzato aumento di tariffe. Lo studio di Sintesi non fa che avvalorare l’impressione di fondo, e cioè una sostanziale abdicazione dell’Ato rifiuti rispetto al ruolo di indirizzo e controllo di cui era investito. E come conseguenza, l’attuazione di scelte operative che, al di là dei risvolti giudiziari nel frattempo emersi, non sono andate certo incontro alle esigenze della gran parte di cittadini e imprese. Un’occasione di efficientamento e risparmio è stata pesantemente vanificata. Il primo obiettivo di questo studio è far sì che questo non si ripeta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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