Il Tirreno

Grosseto

Appello a Mattarella «Via il segreto di Stato»

di Francesca Gori
Appello a Mattarella «Via il segreto di Stato»

L’associazione antimafia Rita Atria si rivolge al presidente della Repubblica Tra i punti ancora tutti da chiarire anche la morte del maresciallo Dettori

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GROSSETO. C’è ancora il segreto militare sulla documentazione che riguarda l’esercitazione militare che si svolse con l’Awacs americano, con i caccia militari di Grosseto e Cameri, con il Pd 808, con il C47 e con il Mig inoffensivo: dietro al radar a Poggio Ballone c’era proprio Mario Alberto Dettori, il maresciallo dell’aeronautica trovato morto sette anni dopo impiccato a un albero sull’argine dell’Ombrone, a pochi chilometri da Istia. Una morte, quella di Dettori, sulla quale la Procura ha deciso di indagare, ordinando l’esumazione dei resti. E per la quale anche l’associazione antimafia Rita Atria, che ha seguito la figlia di Dettori, Barbara, nella presentazione dell’esposto ai magistrati di via Monterosa, torna a rivolgersi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Non esistono o non sono consultabili o sono secretati i verbali di distruzione dei volumi con le strip dei piani di volo e progresso volo dei voli di Cameri, Grosseto, Pisa, Pratica di Mare, Licola e Marsala - dicono - e non sono consultabili i registri della R.i.v di Roma, la maggior parte dei registri e della documentazione radaristica nelle basi aeree militari italiane di Cameri, Grosseto, Pisa, Pratica di Mare, Licola e Marsala, i libretti di volo di chi partecipò all’esercitazione militare». Ruota tutto intorno ai documenti prodotti quella notte di giugno del 1980 dalle varie basi e dalle varie informative, la verità sulla strage di Ustica. L’anno scorso fu Mattarella, alla vigilia del 36° anniversario della strage di Ustica, a chiedere di «Rimuovere le opacità persistenti». Ma ancora oggi, è stato fatto poco. «Avevamo sperato - continuano dall’associazione - che ci fosse una presa di posizione netta ma ancora ora oggi sull’“opacità” grave della falsa radiazione del capitano Ciancarella dalle forze armate non si è tentato minimamente di riportare la trasparenza. Eppure falsificare un atto di radiazione e soprattutto la firma di un Presidente della Repubblica (allora era Sandro Pertini) dovrebbe essere una delle prima opacità da ripulire con molta energia, visto che già la sentenza del Tribunale di Firenze, ha levato ogni ombra di dubbio».

Tra qualche mese verranno ricordate, nel 37° anniversario della strage, le 81 vittime del Dc9. «Ma le vittime che chiediamo di riconoscere al presidente della Repubblica Mattarella - aggiungono dall’associazione - sono molte di più: impossibile che tutte le persone morte dopo siano incappate in un destino cinico e baro. Quello di aver vissuto la notte di Ustica nei punti chiave della vicenda e di non essere più in vita». Tra queste persone c’è di diritto il maresciallo Dettori. Il suo corpo fu trovato il 31 marzo 1987 vicino all’Ombrone. Era morto, impiccato a un albero. «Che sia stato un caso è difficile da credere - dicono - così come la sfortuna più totale avrebbe consegnato alla storia la perdita dei tracciati radar a Boccadifalco e il rogo del registro del controllore del traffico aereo dei voli su Grosseto compreso il 27 giugno 1980». Tracciati di quel radar dietro al quale si trovava il maresciallo Mario Alberto Dettori.

Quella del militare di stanza a Poggio Ballone la notte della strage è una delle figure chiave di tutta questa vicenda. Sapeva tutto di quello che era successo quella notte e probabilmente da quel momento la sua vita era in pericolo. Difficile pensare, secondo i familiari e secondo chi ha visto il corpo di Dettori appeso al ramo dell’arborella sull’argine dell’Ombrone. I resti di Dettori ora saranno analizzati all’istituto di medicina legale dal professor Mario Gabbrielli così come disposto dal procuratore capo Raffaella Capasso e dal sostituto procuratore Maria Navarro.

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