Il Tirreno

Grosseto

Sviluppo del territorio e impresa La sfida della gente di collina

di Alfredo Faetti

Venticinque persone parteciperanno al gruppo di lavoro coordinato dall’Unione dei Comuni Sei-otto i progetti da discutere insieme: saranno attivati dalle amministrazioni coinvolte

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MASSA MARITTIMA. Se ci sono i progetti, i Comuni getteranno le linee guida per rilanciare lo sviluppo delle Colline Metallifere.

La sfida parte da un interrogativo che si è posto il presidente dell’Unione di Comuni Colline Metallifere e sindaco di Montieri, Nicola Verruzzi: «come mai abbiamo un territorio così ricco di potenzialità di sviluppo e non si riesce a farne tesoro per garantire l’occupazione? Forse il primo progetto da condurre è proprio quello di cercare le cause di tale difficoltà».

La risposta sta nel gruppo di persone che si è presentato all’incontro organizzato con la segreteria di Act (associazione comuni toscani) per costituire un gruppo di “progettisti locali per lo sviluppo”. Un soggetto composto di persone di ogni età, dal signore di 78 anni di Massa Marittima alla giovane laureanda di Follonica, dall’imprenditore agricolo di 58 anni di Montieri, alle giovani signore di Monterotondo e di Scarlino.

L’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi risponde ad una politica avviata in seno ad Act di preparare cittadini dei Comuni associati a realizzare progetti di sviluppo locale e ad utilizzare i finanziamenti pubblici per sostenerne le spese per l’innovazione e pagare la nuova professionalità acquisita. Mentre altrove si è provato ad investire solo sui giovani, peraltro laureati, questa volta si è puntato sulla motivazione delle persone di ogni età e titolo di studio ad investire su di sé e sul territorio di residenza.

Un’esperienza interessante e da seguire con attenzione perché si tratta di un investimento sulla comunità, sul capitale sociale; forse quello che serve per cambiare una cultura storicamente appiattita sull’offerta di lavoro industriale, finora garante di un’occupazione sicura.

L’assessore Orano Pipucci di Monterotondo aveva fortemente sostenuto questa nuova soluzione affermando che comunque era giocoforza fare una scelta del genere considerando quanto pochi fossero giovani oramai rimasti nei Comuni montani come il suo. Renato Di Gregorio, responsabile della segreteria Act gli è andato dietro ed è stato felice della scelta fatta: «all’Università ho tanti studenti giovani, pieni di aspettative verso il lavoro, ma privi di esperienza - ha detto - Forse più che investire sui giovani di età bisogna investire in persone giovani dentro».

La discussione ha subito prodotto dei primi risultati concreti.

Gli amministratori si sono dichiarati pronti a definire delle linee di sviluppo locale su cui attivare i primi progetti, le persone intervenute si sono impegnate a passare la voce anche ad altri concittadini, Di Gregorio si è detto disponibile a fare una seconda riunione per raccogliere altre adesioni. Venticinque saranno le persone che egli conta di formare all'arte della “progettazione partecipata” e sei- otto sono i progetti che conta di sviluppare con essi.

Il programma partirà ad aprile e si svilupperà attraverso cinque workshop di quattro ore ciascuno.

Chi sarà prescelto per seguire questa iniziativa avrà una certificazione finale dall'Istituto di Ricerca sulla Formazione Intervento e, se vorrà, potrà spendere la professionalità acquisita come un imprenditore di se stesso, ma anche come un membro di una comunità solidale che fa del territorio la sua carta vincente. Un sistema partecipativo questo che servirà a creare impresa ma anche ad arricchire il territorio delle Colline metallifere con nuove sfide portate avanti proprio dai suoi abitanti che hanno deciso di rispondere all’appello e di darsi da fare per sviluppare progetti innovativi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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