Sicurezza
Il Comune esige la Tosap ma non toglie il degrado
Aperto il cantiere per riqualificare il maxicondominio 167 Nord di via Inghilterra L’amministratore: «I negozianti investono soldi ma rischiano di gettarli al vento»
GROSSETO. Spuntano le impalcature sulla facciata del maxi condominio 167 Nord, il complesso pubblico-privato cuore pulsante del popoloso quartiere Pace. Chi lì ha un’attività commerciale si è messo le mani in tasca per tutelare la propria fonte di reddito e permettere l’inizio di lavori di riqualificazione della struttura che di notte, soprattutto al primo piano, si trasforma in un dormitorio-bivacco. È una scelta coraggiosa. Primo: per i tempi che corrono e la crisi economica che continua a corrodere il potere d’acquisto del cittadino medio. Secondo: perché i commercianti scommettono su una location pensata per lo shopping ma che sta perdendo capacità di attrazione almeno dal 26 ottobre quando ha chiuso (per ristrutturazione) il supermercato Coop, una calamita per centinaia di residenti e passanti (siamo del resto anche a due passi dall’ospedale cittadino e da una strada di scorrimento, la via Senese). Terzo: perché spendono soldi senza la garanzia che sia un buon investimento; ed è proprio questo che non va affatto giù all’amministratore del condominio Michele Fanciulli che, pur senza esagerare nel fare polemica, lancia una frecciata all’amministrazione civica: «Per questo cantiere gli uffici comunali – dice – pretendono che si paghi la tassa per l’occupazione degli spazi e delle aree pubbliche (Tosap, ndr). È giusto che sia così, è la norma. Ma se l’accesso è pubblico, allora il Comune deve garantire decoro, sicurezza e vigilanza di quella struttura. E per il momento non l’ha fatto».
Il cantiere. Al condominio 167 Nord sono di recente cominciati lavori per un consolidamento di alcune parti dei tronconi dell’edificio e di complessivo restyling. Si procederà a fasi. Per il momento i ponteggi sono stati allestiti su via Unione Sovietica – di fronte al salone di auto e alla farmacia – e nella corrispondente “corte” interna. Questo step prevede una spesa di circa 250.000 euro, ma la ristrutturazione complessiva costerà 500.000 euro. È una bella cifra. Tra cinema-auditorio, centro anziani, ex sede della circoscrizione... Palazzo civico detiene del complesso una quota pari a circa il 40%; Unicoop Tirreno, con la superficie del market, ha competenza su circa il 15% dell’area; la Banca della Maremma per un 10%. L’esborso dunque non ricade tutto sulle spalle dei proprietari delle botteghe di vicinato che si aprono al piano terra del condominio, ma va da sé che per un negoziante si tratta comunque di un esborso oneroso.
Il degrado. «Adesso parte una prima fase di lavori – dettaglia Fanciulli – ma il condominio verrà tutto ristrutturato. I privati si impegnano investendo, ma serve la garanzia che l’ente pubblico faccia altrettanto sul fronte della sicurezza e del decoro». Facciamo un passo indietro. A novembre residenti e commercianti hanno denunciato a Il Tirreno cosa accade di notte e all’alba al primo piano del complesso. C’è chi ci dorme perché non ha altro luogo dove andare. Chi ci bivacca. Chi sulle terrazze, sotto la luna, si lascia andare ai piaceri del basso ventre. E chi alle prime luci del giorno usa lo spazio pubblico come una cloaca. Le tracce sono evidenti, tant’è che le ha vedute anche l’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti che a novembre si era recato al 167 Nord per fare un sopralluogo e trovare una soluzione: cancelli ed inferriate, per esempio, aveva accarezzato l’idea il rappresentante della giunta del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Il problema è che il centro commerciale-residenziale, come già valutò Fanciulli all’indomani della proposta Turbanti, «è inchiudibile». È diviso in due grossi blocchi, uno lato ospedale e uno lato Cittadella. Ci sono accessi ovunque. Da via Inghilterra e da via Unione Sovietica partono due grandi attraversamenti. Ci sono scale che salgono e che scendono da e nel cuore del condominio. E ancora, discese “dolci” che permettono anche a chi siede su una carrozzella di raggiungere il primo piano.
Nulla di fatto. I cittadini hanno acceso i riflettori sui problemi, l’assessore alla sicurezza urbana non ha fatto il prezioso, tant’è che non si è fatto attendere al quartiere Pace. Poi però non si è mossa una paglia, nonostante si fosse pensato – Turbanti s’era detto disponibile – ad una collaborazione proprio tra Comune e amministratore del condominio. Fanciulli fa anche un po’ di “mea culpa” confessando di non essere, almeno di recente, tornato a bussare alle porte di Palazzo civico, ma la situazione resta in stand-by.
Rischio beffa. Su un punto Fanciulli non intende derogare. «Per questi lavori – dice – il Comune ci chiede di pagare per l’occupazione del suolo pubblico. Visto che l’accesso è pubblico, noi paghiamo, ma, se tale è, il Comune deve garantirne sicurezza e decoro del complesso. Deve sbattere fuori chi ci urina e ci bivacca. Se pretendono le tasse, mi stupisco che non si offrano per risolvere insieme i problemi. I privati hanno preso di petto l’impegno della riqualificazione: c’è un investimento e un cronoprogramma. Credo che alla fine una soluzione con il Comune si troverà, ma bisogna cominciare il percorso. L’amministrazione deve garantire lo status di commerciabilità del complesso e la Grande Distribuzione deve fare la sua parte (riaprire la Coop, ndr) perché altrimenti i soldi dei privati cittadini spesi per questi lavori saranno buttati al vento».
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