Il Tirreno

Grosseto

la protesta

«Sei, la colpa non è dei lavoratori»

«Sei, la colpa non è dei lavoratori»

Rsu Cgil all’attacco sui tagli dei servizi e sul numero dei precari

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GROSSETO. Giù le mani dal personale di Sei Toscana. A chiederlo è l’Rsu Cgil che si è stancata dei continui attacchi che piovono da ogni parte sui lavoratori.

«Da tempo stiamo assistendo, sempre più, ad un attacco continuo da parte di amministrazioni comunali nei confronti del personale di Sei Toscana - scrivono - M ai lavoratori, prima di essere tali sono cittadini, e quindi con senso di responsabilità e appartenenza vogliono bene al proprio territorio e alla propria azienda e non desiderano certo screditarla. Ricordiamo che gli stessi Enti pubblici sono parte del problema. Gli amministratori si trovano in una situazione di pieno conflitto di interesse, siedono su tre poltrone differenti: si trovano prima dalla parte di Ato a stabilire criteri e metodologie di lavoro che si rivelano in seguito deficitarie e lacunose, poi a rappresentare i cittadini chiedendo una riduzione e una drastica rivisitazione dei servizi, in ultimo sono soci della stessa azienda e vorrebbero trarne utili». A scatenare le polemiche sono state anche le uscite sull’installazione del Cps che l’rsu rimanda indietro: «Inutile fare polemica - dicono - Non abbiamo firmato l’accordo ma questo non significa che il gps non possa essere installato». I Comuni, per risparmiare, chiedono il taglio dei servizi e lo svuotamento dei cassonetti in alcune zone non è più giornaliero. «Abbiamo a disposizione - dicono ancora - mezzi non efficienti e non è nemmeno produttivo cambiarli 3 volte in una mattinata perché si guastano. Ogni mattina dovremmo spazzare a mano 16 chilometri di strade, ma questo è impossibile». I costi di Sei Toscana non dipendono quindi dai lavoratori: la società spende un milione di euro in consulenze e molti soldi vanno anche negli affitti di locazione che potrebbero, secondo la Cgil, essere abbattuti scegliendo soluzioni differenti e immobili a costi minori.

«Ci chiediamo - aggiungono - come mai gli impianti che erano la parte redditizia delle aziende che sono confluite in Sei Toscana sono stati scorporati prima della gara e adesso i cittadini si trovano nella situazione paradossale di avere un peggioramento dei servizi e allo stesso tempo un aumento delle tariffe».

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