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Santa Paolina fa scuola agli olivicoltori

Santa Paolina fa scuola agli olivicoltori

Un convegno nell’azienda del golfo che conserva una delle più vaste collezioni mondiali di genotipi

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FOLLONICA. Biodiversità ricerca e innovazione, ma anche produzione, strategie di mercato e qualità del prodotto: si è tenuto ieri mattina all’azienda di Santa Paolina di Follonica- centro dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del consiglio nazionale delle Ricerche - il convengo “Olivicoltura in Toscana e in Italia”. L’azienda di Follonica conserva una delle più vaste collezioni mondiali di genotipi di olivo e ieri mattina il Cnr ha presentato le attività svolte in collaborazione con istituzioni, imprese e agricoltori con uno sguardo rivolto al futuro del settore olivicolo-oleario. Tra i presenti anche il presidente della XIII Commissione agricoltura della Camera Luca Sani, l’assessore all'agricoltura della Regione Toscana Marco Remaschi e il direttore del dipartimento di scienze bio-agroalimentari Francesco Loreto.

Secondo le statistiche del Consiglio oleico internazionale l’Italia ha perso la leadership mondiale nella produzione di olio extravergine di oliva nonostante l'80% dell'olio d'oliva consumato nel mondo provenga dai Paesi mediterranei.

L'Italia sta attraversando una crisi del settore: il primo produttore di olio di oliva dell’Unione europea è la Spagna con il 65,6%, l’Italia è seconda con soltanto il 18,3 percento. Ma non è finita: i dati Ismea-Unaprol, relativi all’ultima campagna olearia, denunciano un calo di oltre il 50% rispetto 2015 e la Toscana ha perso circa il 30% rispetto all'anno precedente.

Una crisi dettata principalmente dalla produzione super intensiva dei paesi concorrenti e alla quale l'Italia non sembra in grado di rispondere se non con l'alta qualità dei suoi prodotti.

Altro aspetto affrontato durante il convegno è stato quello che riguarda le nuove tecniche di micropropagazione e crioconservazione che consentono di produrre in maniera veloce e a costi bassi materiale di pregio. Ma anche l'agricoltura di precisione e di fenotipizzazione sono stati argomento di dibattito: «lo sviluppo delle nuove tecnologie e la crescente domanda di una maggiore competitività e sostenibilità del settore agricolo hanno portato ad un grande interesse per l'agricoltura di precisione, anche se finora la gestione degli oliveti è stata solo parzialmente guidata dalla tecnologia; la cosiddetta olivicoltura di precisione consentirà il monitoraggio continuo dei parametri chiave con l'utilizzo di remote sensig e l'utilizzo di droni gestiti da robot in modo tale da migliorare l'utilizzo delle risorse naturali» ha spiegato Mauro Centritto, direttore dell'Ivalsa- Cnr.

Giulia Sili

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