Il Tirreno

Grosseto

«Per volare trova il tempo Per incontrarci non ne ha»

di Giovanna Mezzana
«Per volare trova il tempo Per incontrarci non ne ha»

Rione Pace: i cittadini non ricevono alcuna risposta dal sindaco Vivarelli Colonna né a una lettera aperta né alla petizione di 860 firme. Rifiutato anche un incontro

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GROSSETO. «Hai visto il sindaco? Per lanciarsi con il paracadute il tempo lo trova, per incontrare noi invece no». Non si parlava d’altro ieri mattina tra bar e edicola di via Inghilterra e dintorni. Tra un caffé e lo sfoglio di un giornale teneva banco la performance aerea di Antonfrancesco Vivarelli Colonna, l’8 marzo sopra il cielo della Val di Cornia con i militari della Folgore. Il volo del sindaco faceva però pendant con il diniego di un incontro a residenti e commercianti del quartiere Pace, rifiuto seguito al silenzio calato su una lettera aperta (prima) e su 860 firme che gli erano state inviate (poi). Andiamo con ordine.

Luci spente. È dalla fine di ottobre che chi vive o ha un’attività commerciale nella zona che si apre di fronte all’ospedale scalpita per ottenere un po’ di attenzione da chi amministra. Tutto è cominciato a novembre con la protesta “silenziosa” degli anziani del quartiere che si sono fatti immortalare di fronte alla Coop di via Inghilterra chiusa per ristrutturazione dal 26 ottobre; quel market – incassato nel condominio 167 Nord, complesso pubblico-privato – era del resto l’unico vero antidoto contro lo spettro della “dismissione” che quella pancia di sobborgo cittadino ogni giorno rischia di subire.

La perlustrazione. Poi c’è stato il sopralluogo al condominio 167 Nord da parte dell’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti: obiettivo, disegnare una mappa del degrado per trovarne i rimedi.

Il maxi incontro. A novembre, è seguita una grande assemblea del quartiere, durante la quale i cittadini hanno incontrato la giunta pressoché al completo: grande assente, il sindaco. E proprio in questa occasione sono stati descritti i tanti problemi che lì si vivono quotidianamente.

La lettera aperta. Poi il 15 febbraio un gruppo di residenti e commercianti del quartiere – Sabina Rombaldi, Franco Innocenti, Elena Cucinotti, Francesca Lapidari, Maria Virzì – ha consegnato all’ufficio protocollo del Comune una lettera aperta per il sindaco Vivarelli Colonna che partiva dalla chiusura del supermercato Coop ma procedeva elencando altri problemi le cui risoluzioni possono essere di più diretta competenza (rispetto all’affaire market) dell’amministrazione: come la raccolta dell’olio usato da cucina, buona pratica assunta dai cittadini e da mesi ostacolata; prima il rifiuto veniva portato nel punto raccolta all’interno del supermercato ora chiuso. Proprio dell’olio esausto s’era parlato alla maxi assemblea e chi aveva sollevato il problema in quell’occasione ottenne persino il plauso dell’assessora all’ambiente Simona Petrucci. Quella lettera non ha avuto una risposta.

La petizione. Il 23 febbraio, ancora, un gruppo di residenti e commercianti del quartiere ha consegnato all’ufficio protocollo di Palazzo civico – destinatario, il sindaco – 860 firme per una petizione con cui si chiede al primo cittadino di farsi carico della battaglia per la riapertura dello storico market di via Inghilterra. Dal Palazzo comunale non è arrivato nessun segnale: nè di pragmatismo né di “vicinanza” alla causa.

L’incontro. Dato che tutto taceva, i cittadini non si sono dati per vinti. La scorsa settimana si sono recati in Comune e hanno chiesto alla segreteria del sindaco un incontro con lui, che non è stato concesso perché ci sarebbe voluta un’attesa estenuante, visti gli impegni del primo cittadino. È poi spuntato un incontro con l’assessore al commercio Riccardo Ginanneschi; fissato per ieri, è poi slittato a lunedì per impegni urgenti di Ginanneschi. Forse quella sarà la volta buona, ma non per incontrare il sindaco.

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