Sicurezza
Cadere in povertà a 70 anni: la storia di L.
Senza casa né lavoro, dorme in auto: «I miei figli non lo sanno, non voglio gravare su di loro». Ma qualcuno tende una mano
ROCCASTRADA. Ha quasi paura di disturbare, di risultare sfacciato. Si capisce subito che non è abituato a chiedere. Dopo aver lavorato, rispettato e aiutato gli altri per una vita, oggi L. (ci ha pregato di non mettere il nome) mai avrebbe creduto di ritrovarsi in questa situazione. Senza una casa, con pochi euro in tasca, malato e solo. Al punto da dormire in auto, in un uliveto. Ormai da oltre un mese. Con il termometro che a volte, la notte, va sotto zero.
Siamo nella cerniera di verde che unisce Roccastrada a Sticciano e Ribolla. L. è nato e cresciuto qui. Lo conoscono tutti e tutti gli vogliono bene. Un caso di povertà indigena. Impensabile fino a qualche anno fa.
L. non ha neppure 70 anni e alle spalle un passato senza macchie: nessun debito, nessun sospeso. Un uomo buono, generoso, che oggi parla sottovoce e che, se lo vedessimo ripulito e vestito in modo diverso, potrebbe avere ancora un gran fascino.
«L. è sempre stato bello e buono – raccontano Monica e Giuditta, due amiche, che gli danno una mano – e quello che gli sta succedendo è quanto di più ingiusto potesse capitare a una persona così. Ha preso tante bastonate. Ora si merita una mano tesa. La nostra, certo, ma anche quella delle istituzioni».
«È malato di cuore. Prende quattro pasticche al giorno – racconta Monica – durante il giorno si deve riposare, sdraiare e avere quindi un posto sicuro e caldo dove farlo. Non certo in macchina».
Fino a un paio di mesi fa L. arrotondava la pensione con un lavoretto leggero, poi il padrone lo ha messo alla porta. E si è ritrovato in mezzo alla strada. «I miei figli, la mia ex moglie, i miei fratelli – spiega – non sanno di questa situazione, non voglio gravare su di loro e non voglio neppure che apprendano dal giornale dei miei problemi, però siamo arrivati a un punto in cui è faticoso andare avanti e ho pensato che un appello, vista la mia situazione, potesse servire. Con le signore che mi danno una mano siamo anche andati dal sindaco Limatola. Io non voglio nulla se non una stanzetta dove poter mettere un letto e una televisione. Poi saprò cavarmela con i 400 euro della pensione d’invalidità. Non ho esigenze».
Ed è vero. L. – conferma chi lo conosce bene – sa fare tutto: sia in campagna che nel campo della meccanica. Ci tiene a ribadire che da lui nessuno avanza nulla e che non si vuole allontanare dal luogo dove ha sempre vissuto: «Nei paesi qui intorno mi è capitato di abitarci, ma io vorrei trascorrere il tempo che mi resta qui in campagna». Il sindaco di Roccastrada, sentito ieri, ha confermato che verrà trovata al più presto una soluzione. Chi volesse aiutare L. (in ogni modo) può farsi avanti telefonando a Monica (333 7248147).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
