Attenzione
Una stanza dai carabinieri per denunciare le violenze
Inaugurato al comando di piazza Lamarmora il nuovo spazio dedicato alle vittime Donne e bambini saranno accolti nel luogo ideato e voluto da Soroptimist
GROSSETO. «Mi auguro che quella stanza resti vuota, così come mi auguro che i tanti centri antiviolenza che abbiamo inaugurato in Italia debbano chiudere perché nessuna donna ne abbia bisogno»: è questo l’auspicio di una delle quattro vicepresidenti di Soroptimist International Italia che ha voluto, anche a Grosseto, una stanza nella caserma dei carabinieri dove siano accolte le donne e i minori vittime di violenza.
Dietro al tavolo dal quale hanno parlato il comandante provinciale dei carabinieri Vincenzo Tedeschi, il Prefetto Cinzia Torraco e la presidente provinciale di Soroptimist Patrizia Nalesso una nutrita rappresentanza di carabinieri donna che raccontano il nuovo volto dell’Arma. La festa della donna in caserma è stata l’occasione per il taglio del nastro di quei pochi metri quadrati che purtroppo saranno permeati dal dolore di chi si siederà su quelle due poltroncine. «Abbiamo un gruppo specializzato su questo tipo di reati - dice il colonnello Tedeschi - pronto ad accogliere le donne in difficoltà che trovano il coraggio di rivolgersi a noi per denunciare abusi e violenze».
Le donne, negli anni, sono riuscite a conquistare spazi sempre più ampi: al lavoro, in casa, nello sport. «Ma parallelamente a questo - dice il Prefetto Cinzia Torraco - ci sono tantissime situazioni che ci mettono di fronte a una violenza di genere che deve essere combattuta e sconfitta». Proprio ieri, nella nostra provincia, sono arrivate dieci donne rifugiate. «Donne che scappano dalla guerra, dalla morte e dalla fame - dice ancora Torraco - e che qua devono avere un’accoglienza dignitosa».
In Italia le stanze dedicate alle donne che sono state inaugurate dal Soroptimist sono settanta in altrettante caserme dei carabinieri e tre nelle questure. Da Torino a Palermo, ovunque c’è un luogo dedicato alle donne, dove possono tranquillamente essere ascoltate e seguite. E in prima fila, alla presentazione, oltre al presidente del tribunale Giulio De Simone, al sostituto procuratore Marco Nassi e al vescovo Rodolfo Cetoloni c’era anche Vittoria Doretti, la dottoressa che ha ideato proprio in città il Codice rosa: sistema che integra le professionalità sanitarie con le forze dell’ordine, per seguire le vittime di violenza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
