La manifestazione
Pulizia strade: sindacati contro assessora
Dopo la richiesta di Petrucci di gps sulle spazzatrici, Cgil e Cisl tuonano: «Intollerabile che chi governa attacchi i lavoratori»
GROSSETO. Per Cgil e Cisl diventa una questione personale. I gps sulle spazzatrici di Sei Toscana, previsti dal contratto ma non ancora installati e chiesti a gran voce dall’assessora all’ambiente di Grosseto, Simona Petrucci, diventano terreno di scontro tra sindacati e amministrazione cittadina. Ieri sul Tirreno Petrucci ha fornito i numeri del danno che, secondo i controlli del Comune, sarebbe stato provocato dal mancato spazzamento delle strade. «Dalle nostre verifiche risulta uno spazzamento sì e no al 40%», ha detto Petrucci, che non ha mai fatto mistero di essersi messa alle calcagna, di persona e con l’ufficio ambiente, delle spazzatrici per controllarne l’operato. La mancata pulizia lamentata dal Comune ammonta a 1,8 milioni di euro, secondo un calcolo approssimativo.
La certezza del dato non c’è, perché nonostante siano passati tre anni da quando Sei ha in appalto il servizio, e nonostante il contratto lo preveda esplicitamente, l’azienda non ha mai installato i gps. Il 1º marzo ha però convocato i sindacati per illustrare quello che è ormai un imperativo. Da quella riunione era trapelata la posizione della Uiltrasporti che, pur riconoscendo che i sindacati non hanno più potere di veto sull’installazione di dispositivi di videocontrollo nei luoghi di lavoro (cancellati dal Jobs act), si diceva contraria a quello che percepisce come un sistema di controllo sui lavoratori.
Ancora più dura, oggi, la posizione di Fp Cgil Toscana e Fit Cisl Toscana, anch’esse presenti all’incontro, insieme a Fiadel. «Non è più tollerabile che, per fini politici e promesse elettorali, chi deve amministrare il territorio non trovi di meglio che rilasciare dichiarazioni pubbliche colpendo sempre i lavoratori, seguendoli, fotografandoli e facendoli lavorare in un clima di terrore che non è più accettabile», dicono i due sindacati in una nota congiunta.
La denuncia del disservizio fatta da Petrucci viene insomma letta da Cgil e Cisl come un «attacco pesante a mezzo stampa ai lavoratori di Sei Toscana» e l’assessora viene tacciata di «protagonismo».
I due sindacati spiegano che l’incontro del 1º marzo è servito per prendere visione della bozza di accordo sul gps, prima di decidere se firmarla, e riconoscono di non avere il potere di bloccarla. Il loro timore è che il gps, che traccia matematicamente il percorso effettuato e segnala anche il tempo, diventi «strumento di controllo dei dipendenti ai fini disciplinari».
A Petrucci rimproverano poi di voler avere «visibilità». «Le amministrazioni possono rivedere, modificare, migliorare il contratto di servizio con Sei Toscana senza bisogno di fare ogni giorno dichiarazioni sui giornali a discapito dei dipendenti», dicono Cgil e Cisl.
«E per finire – concludono – è bene chiarire che quando un assessore parla di Ato parla in realtà di sé stesso e quando si parla dei rapporti tra gestore e Comune facciano pure a scontrarsi, a condizione però che tengano fuori da questa brutta vicenda i lavoratori».
In serata dall’amministrazione grossetana è arrivata la replica del consigliere provinciale con delega all’ambiente Bruno Ceccherini. «Difendere la qualità del servizio – dice – la corretta applicazione del contratto non significa attaccare i lavoratori. Anzi: quando la città sarà più pulita, lo smaltimento più efficace e magari anche la bolletta più leggera, anche i lavoratori di Sei Toscana beneficeranno del mutato scenario, al pari di tutti gli altri cittadini».
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