Il Tirreno

Grosseto

Nasce Poggi Castello Un’associazione per il borgo del cuore

di Francesca Ferri
Nasce Poggi Castello Un’associazione per il borgo del cuore

A Poggi del Sasso un gruppo di abitanti, autoctoni e non, vuole curare il paese, la sua memoria e fare comunità

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POGGI DEL SASSO. Sono arrivati qua da tutta Italia nel corso degli anni. Per tutti è il luogo dell’anima, un nido dove rifugiarsi, fertili colline, un borgo dal sapore antico, case in pietra, odore di camino per i vicoli, porte aperte e una comunità unita. Ed è con questa comunità e per questo paese che hanno fondato, insieme agli abitanti del luogo, un’associazione che rievoca nel nome il passato, ma guarda al presente e al futuro.

Succede a Poggi del Sasso, paesino del comune di Cinigiano, dove è nata nei giorni scorsi l’associazione culturale “Poggi Castello”, nome con cui un tempo era conosciuto il borgo (anche chiamato Poggi Alti). Oltre quaranta i soci fondatori, per metà abitanti del posto e per metà abitanti “adottati”, e già altri dieci associati nel giro di pochi giorni.

La Poggi Castello è l’ultima nata, in ordine di tempo, in un tessuto vivace e capace di esprimere realtà di altissimo livello. Qui a Poggi del Sasso si trovano il moderno Monastero di Siloe, si organizza l’Amiata Piano festival, è stato eretto il nuovo forum della Fondazione Bertarelli, ha sede la Docg Montecucco e la ColleMassari spa di Ernesto Bertarelli, patron di Alinghi. Qui nacque Amedeo Massari, tra i fondatori di Repubblica e vicepresidente del cda del Giornale.

Accanto a queste eccellenze riconosciute in tutto il mondo, c’è una realtà più intima, ma non meno interessante, fatta di feste paesane, di prodotti tipici, di senso di comunità. Che la neonata associazione vuole far emergere e portare avanti.

«A Poggi del Sasso ci sono soprattutto seconde case e il fine settimane il paese si ripopola», spiega il presidente dell’associazione Paolo Cavallini, avvocato di Cerreto Guidi, innamorato di Poggi del Sasso da 35 anni. «Per noi è il luogo dell’anima – spiega – e con i poggiaioli che sono rimasti, giovani e anziani, che sono il fulcro delle piccole realtà, abbiamo creato questa associazione non solo e non tanto per riqualificare il paese dal punto di vista urbanistico, quanto per fare quelle piccole cose, panchine, aiuole, che le amministrazioni non ce la fanno a fare. E poi per ricostruire la memoria di questo posto, ricreare situazioni aggregative e dare a Poggi del Sasso un’associazione».

Monticello Amiata ha, infatti, la festa della castagna, Sasso d’Ombrone una vivace Pro loco, Cinigiano un’altrettanto intraprendete Pro loco che organizza il Carnevale e la Festa dell’uva. «Poggi del Sasso era l’unica senza un’associazione – spiega Cavallini –. Un gruppo di persone che come me viene da fuori ha dato l’input. Ora siamo oltre cinquanta». Il presidente fa parte di un consiglio direttivo di cinque persone, tra cui Daniele Lampoglia, originario di Poggi del Sasso.

La prima iniziativa riguarda la memoria. «Vogliamo ricostruire la storia del paese attraverso i suoi abitanti e raccogliere per questo tutte le vecchie foto in bianco e nero».

Per informazioni sull’associazione: poggicastello@gmail.com, 329 0399654.

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