La manifestazione
M5s: «Abbattere le ex terme è un “non progetto”»
GROSSETO. Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna spende 800.000 euro in un “non progetto”. Questo il giudizio del Movimento 5 stelle di fronte all’annunciata demolizione delle ex...
GROSSETO. Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna spende 800.000 euro in un “non progetto”. Questo il giudizio del Movimento 5 stelle di fronte all’annunciata demolizione delle ex terme di Roselle, finanziate con parte del contributo del Bando per le periferie della Presidenza del consiglio.
Perché un “non progetto”? Perché, dice il M5s, l’amministrazione non ha mai preso in considerazione un restyling e un riutilizzo.
«È vivo da qualche anno in Europa un costruttivo e serrato dibattito sul concetto di rigenerazione urbana – dice il M5s – l’insieme di interventi coordinati, mirati al miglioramento dell’ambiente urbano attraverso la rigenerazione di tutte le aree dismesse mediante operazioni di riqualificazione e risanamento del patrimonio edilizio degradato. Gli interventi di rigenerazione sono considerati ad oggi come scelte tra le più intelligenti, ecosostenibili ed economicamente sane, che una amministrazione consapevole possa perseguire durante il suo mandato».
Per il M5s il «team Vivarelli» è «piuttosto carente sui temi legati alle politiche urbane innovative e ai nuovi modelli di sviluppo sociale ed economico».
La partecipazione al Bando, dice il M5s, è stata «una grande occasione persa». Del “gruzzolo” portato a casa l’amministrazione – proseguono i pentastellati – «decide di investire 800.000 euro in un “non progetto” di demolizione di un fabbricato, a priori e senza valutarne criticità e nuove opportunità».
Il M5s spiega che «si prediligono nuovamente finalità legate a dinamiche economiche lineari, invece di provare a ri-pensare, ri-usare e ri-attivare possibilità secondo principi innovativi legati a economie circolari e verdi». E ricorda: «Il sovradimensionato progetto termale ha origine nel sito del vecchio impianto termale di epoca romana durante il secondo mandato Antichi. La costruzione inizia nel 2000. Sono previsti 20.000 metri quadrati edificati di dubbia qualità estetica e scarsa sensibilità paesaggistico/ambientale. Nel 2004 la realizzazione del complesso si ferma a causa di un difetto di notifica dell’allora variante urbanistica. Ciò che rimane ad oggi è un fabbricato incompiuto e oggettivamente criticabile; impattante e fastidioso».
Eppure «nonostante tutto stato realizzato mediante un dispendio di risorse economiche ma soprattutto naturali. La sua demolizione sarà causa di un nuovo gravoso carico per l’ambiente». Per questo il M5s avrebbe preferito un progetto di restyling, un concorso internazionale di idee «che poteva (possa?) rappresentare una importante occasione di rilancio sociale ed economico del territorio attraverso una intelligente forma di recupero sostenibile dei luoghi: un “rifiuto” che diventa “risorsa”».
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