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Grosseto

«Le pratiche vere sono due-tre, le altre fasulle»

Paolo Palumbo ha ammesso di aver trattato una dozzina di pratiche, «comprese quelle vere, che sono due-tre». Le altre tutte false, per un motivo o per l'altro, costruite a tavolino, compresa la...

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Paolo Palumbo ha ammesso di aver trattato una dozzina di pratiche, «comprese quelle vere, che sono due-tre». Le altre tutte false, per un motivo o per l'altro, costruite a tavolino, compresa la formazione dell'equipaggio a bordo. Palumbo ha spiegato di non aver seguito tutti i falsi contestati a Studio Verde. Ha aggiunto che negli imbrogli erano comprese quelle sedute di fisioterapia per postumi da incidenti che i pazienti (consenzienti) non eseguivano: dieci sedute uguale 1.500 euro, incamerati illecitamente. Ha riconosciuto i propri limiti: «Le mie tecniche non funzionavano, io ero capace solo di costruire qualche sinistro fasullo. Valassina e Rossi non erano a conoscenza di tutti gli incidenti fasulli». Incidenti costruiti anche grazie all’aiuto di «desperados», gente che aveva bisogno di tirare su qualche soldo. E qualche soldo, con un tariffario proposto da Palumbo a Studio Verde, veniva dato ai segnalatori di incidenti, come gli infermieri e i portantini. «Mai visti né Antonio Aniello né Luca Ragazzini», ha detto a proposito dei segnalatori tra le forze dell’ordine. Si è parlato anche dei falsi incidenti che avevano interessato la sua Lybra. Poi stop, l’esame dell’imputato continuerà a fine marzo. Fissate anche altre due udienze: per i consulenti ad aprile e per i testi della difesa a maggio. (p.s.)

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