La manifestazione
Briciole dalla differenziata e solito salasso
Le materie prime-seconde restano infruttuose. Il Comune punta al diritto di superficie per le Strillaie
GROSSETO. Al culmine della battaglia condotta dal Forum Ambientalista la passata amministrazione dovette ammetterlo: le materie prime-seconde, ottenute dalla raccolta differenziata con il porta a porta, e quelle derivate dalla differenziata con il cassonetto fruttavano lo stesso ricavo per il Comune, nonostante le prime siano più “pulite” (quindi rivendibili a maggior prezzo) e le seconde più “sporche” (e valgono meno). Questo perché – dissero gli amministratori di allora – due trasporti differenziati sarebbero costati troppo.
Anche l’altra battaglia del Forum Ambientalista, quella per porre fine al contratto capestro tra Provincia e Futura spa sul conferimento di rifiuti all’impianto di trattamento delle Strillaie, finì con un buco nell’acqua. Il contratto, come noto, prevede che i Comuni conferiscano quantità sempre maggiori di rifiuti alle Strillaie, secondo una previsione sbagliata e mai corretta che espone i grossetani a pagare delle penali, che gonfiano la Tari.
A che punto siamo oggi su questi fronti? La nuova amministrazione vi sta lavorando? Ci sono buone notizie per i cittadini? Purtroppo ancora no.
«La ricompensa dalla vendita delle materie prime-seconde è molto esigua», spiega l’assessora all’ambiente Simona Petrucci. I rifiuti dei grossetani vengono trattati da diverse aziende, dopo che Sei li ha raccolti. «Da Cbm la carta – dice Petrucci – da Ecolat e Coplat il multimateriale, da Futura l’umido e l’indifferenziato».
La frazione gestita da Ecolat, ad esempio, una volta separata viene inviata alla Revet, che la trasforma in nuova materia prima e la rivende. «La Revet – spiega Petrucci – riconosce al Comune un piccolo compenso, che viene scomputato dal costo del servizio, ma è dell’ordine dello 0,08%». A fronte di un costo di trasporto e trattamento di mezzo milione di euro all’anno. Un’inezia. «Il rifiuto – prosegue Petrucci – una volta raccolto non appartiene più al Comune ma a Sei, che manda poi al Comune il Piano economico finanziario dove indica costi e scomputi». Ed è proprio questo documento a cui Petrucci e l’ufficio ambiente stanno facendo le pulci. «Ci sono un sacco di costi di gestione, che hanno determinato la tariffa, e non sono per niente chiari, o voci camuffate come “remunerazione” e “ammortamenti”. Vogliamo capire cosa indicano», ha detto Petrucci qualche giorno fa in una conferenza stampa, auspicando anche che il futuro commissario faccia chiarezza.
Ma del contratto con Futura? Ora che il presidente della Provincia è il sindaco di Grosseto, il Comune potrà finalmente rinegoziarlo? «Purtroppo no – dice Petrucci – perché da quando la gestione dei rifiuti è passata dalle Province all’Ato, tutti i contratti sono gestiti dall’Ato». Intanto Petrucci ha un obiettivo: «Futura paga al Comune già 350.000 euro all’anno di disagio ambientale perché l’impianto è nel territorio comunale. Noi vogliamo chiedere anche il diritto di superficie oggi non previsto». (f.f.)
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