Il Tirreno

Grosseto

Slitta il rientro dalla Thailandia: ore d’ansia per Giorgio

Francesca Ferri
Giorgio Pasquinucci
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Giorgio Pasquinucci

Pasquinucci, il grossetano arrestato a Phuket, ha patteggiato ma potrebbe dover passare fino a tre settimane in cella

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PHUKET. Non c’è ancora il lieto fine per la vicenda di Giorgio Pasquinucci, 70 anni, il grossetano arrestato a Phuket per una battuta scherzosa all’aeroporto che gli è costata l’accusa di procurato allarme, due giorni di galera e un processo finito con un patteggiamento.

Pasquinucci, arrestato il 20 febbraio, processato il 3 marzo e atteso a Grosseto in questi giorni, rimane in Thailandia e, nonostante abbia patteggiato e chiuso il conto con la giustizia thailandese, rischia comunque di dover passare due, forse tre settimane in prigione a Bangkok prima di poter rimettere piede sull’aereo che lo riporterà in Italia.

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La vicenda di Pasquinucci ha dell’inverosimile. Il 20 febbraio il pensionato si trovava al controllo bagagli dell’aeroporto di Phuket, di ritorno in Italia dopo una vacanza. Una poliziotta ha cominciato a ispezionargli lo zaino dove aveva il computer. Il controllo è stato meticoloso tanto che a un certo punto Pasquinucci ha esclamato: «Manco ci fosse una bomba lì dentro». La poliziotta, che parlava solo thailandese e inglese, ha afferrato l’unica parola a lei familiare, “bomba”, e ha cominciato a gridare: «Bomb».

In un batter d’occhio Pasquinucci è stato separato dai compagni di viaggio e rinchiuso prima nella cella dell’aeroporto e poi nel carcere di Phuket con l’accusa di procurato allarme, un reato che in Thailandia può costare fino a 5 anni di carcere.

Chiuso due giorni in una prigione senza letto né servizi sanitari, con il neon acceso notte e giorno e un buco per terra per fare i propri bisogni, Pasquinucci ha avuto tuttavia la fortuna di vedersi affidare un avvocato in gamba – come lui stesso in questi giorni ha più volte ripetuto – che lo ha tirato fuori di galera, con una cauzione di 1.300 euro, e – dopo qualche giorno – gli ha consigliato di dichiararsi, patteggiare e chiudere lì la faccenda.
Pasquinucci ha seguito il consiglio: si è dichiarato colpevole ed è stato condannato a due anni e mezzo di carcere, con la condizionale, che sono stati subito commutati in una multa da 1.000 euro e l’espulsione dal Paese. Questo succedeva il 3 marzo scorso.

Il grossetano era quindi rientrato nell’albergo dove dorme da quando è costretto a questo soggiorno forzato, e aspettava di ritornare in possesso del proprio passaporto per poter finalmente lasciare la Thailandia.
Nei giorni scorsi Il Tirreno lo ha contattato mentre era al supermercato. Fino a ieri, infatti, Pasquinucci poteva muoversi liberamente a Phuket, senza obbligo di firma, purché non lasciasse l’isola. Le sue giornate erano scandite dall’attesa,da qualche passeggiata e da qualche puntatina al mare, nei momenti in cui riusciva a cacciare via l’angoscia.

L’incubo sembrava finito e lo stesso Pasquinucci aveva tirato un sospiro di sollievo. Anche perché – ha raccontato lui stesso al Tirreno – in questa brutta avventura ha conosciuto un caso simile al suo, con un esito ancora incerto.

«Un uomo serbo – ha detto Pasquinucci al Tirreno – che ha fatto anche lui una battuta sulle bombe all’aeroporto, come me, è stato pure lui arrestato per procurato allarme. A differenza mia, però, non ha pagato la cauzione e si trova ancora in attesa del processo, ormai dal 26 gennaio».

Pasquinucci, per lo meno, era riuscito a saldare il conto con la giustizia thailandese in tempi molto più brevi e, fatta la valigia, era pronto a imbarcarsi di nuovo sul primo aereo utile e a lasciare la Thailandia.

I tempi, invece, sembrano allungarsi. La prassi giuridica thailandese prevede che anche in caso di patteggiamento si debba comunque passare un periodo di detenzione temporanea prima dell’espulsione. Il pensionato rischia dunque di dover passare da due a tre settimane in carcere.

A partire da oggi il grossetano torna sotto il controllo della polizia. Oggi dovrà dormire nella cella della stazione di polizia di Phuket e da domani potrebbe essere trasferito nel carcere della capitale. Questo significa che non potrà più comunicare con l’Italia, neanche con la propria famiglia, nemmeno per annunciare il suo rientro. L’espulsione prevede infatti che sia accompagnato dalle autorità locali direttamente all’imbarco e sia fatto accomodare in cabina, senza la possibilità di telefonare a casa.

Rimane al suo fianco l’avvocato che lo ha seguito in questa grottesca vicenda. E, dopo che Pasquinucci aveva lamentato di non aver ricevuto aiuto da parte dell’ambasciata – affermazione smentita dalla Farnesina ma che il grossetano aveva ribadito –, è seguito anche dal consolato italiano che in questi giorni si sta muovendo per scongiurare che il connazionale debba passare altri giorni in carcere. Se la missione andrà in porto lo si saprà solo una volta che Pasquinucci sarà atterrato sul suolo nazionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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