Il Tirreno

Grosseto

«Quella è solo una lettera I testi chiave dai consigli»

di Francesca Ferri
«Quella è solo una lettera I testi chiave dai consigli»

L’assessora Petrucci replica al M5s sulla paternità della proposta sui rifiuti «Il loro obiettivo è annullare il contratto? Lo facciano, io guardo al servizio»

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «Quella che l’avvocato Claudio Fiori rivendica come propria è una semplice lettera di accompagnamento alla quale hanno contribuito tutti. Ma quello che il sindaco ha presentato al presidente della Regione, e che conta, sono le mozioni. E quelle sono state approvate all’unanimità da tutti i Comuni, cioè dai consigli comunali, Pd e M5s inclusi, non dal tavolo tecnico con il M5s».

L’assessora all’ambiente del Comune di Grosseto, Simona Petrucci, ha davanti la pagina del Tirreno nella quale l’avvocato pentastellato Claudio Fiori dimostrava – carteggio elettronico alla mano – che il documento presentato a Enrico Rossi, firmato dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e poi divulgato alla stampa era stato abbozzato, rivisto e integrato – in una parola scritto – da lui.

Fiori aveva risposto così dopo che, a seguito dello strappo tra pentastellati e maggioranza, il sindaco aveva accusato il M5s di «incompetenza» e «impreparazione» e aveva paragonato i suoi attivisti a vermi che avevano sfruttato il lavoro di Petrucci. «Il sindaco poteva almeno dire che era frutto del tavolo», aveva chiosato Fiori.

Oggi Petrucci non riconosce nemmeno quel contributo. «A gennaio ho preso un appuntamento per incontrare Rossi – spiega Petrucci – che mi hanno dato quasi due mesi dopo». L’incontro serviva, spiega l’assessora, a consegnare al governatore le richieste del territorio in materia di rifiuti. «Ho ripreso dunque tutte le mozioni di Grosseto, Orbetello, Monte Argentario, Isola del Giglio e Magliano – spiega ancora Petrucci – e ho annunciato a tutti gli interessati che sarei andata con il sindaco. Ho quindi proposto di fare una lettera d’accompagnamento e chiesto che ognuno di noi dicesse qualcosa. Fiori ha mandato la sua bozza, Minucci la sua e ognuno ha mandato la sua lettera che era un sunto di quanto detto nelle riunioni e nelle mozioni».

Il M5s contesta però che la paternità del documento sia stata attribuita al solo Comune e non al tavolo sui rifiuti composto da maggioranza e M5s. «Ma il tavolo non c’era – dice Petrucci –. Non esiste un tavolo dei rifiuti. Quello del 17 febbraio è stato un incontro per dire che avevamo l’appuntamento il 22 febbraio, che avremmo portato gli ordini del giorno dei vari Comuni e che avevo intenzione di riassumere in questa lettera quello che volevamo. A quel punto Fiori ha mandato le sue volontà, ovvero annullare il contratto con Sei Toscana. Ma io non posso annullare nessun contratto se non ci sono le condizioni per annullarlo. Il Comune di Livorno ha fatto causa all’Ato e l’ha persa. Io devo lavorare per il bene dei cittadini, per migliorare il servizio».

Eppure in campagna elettorale l’accordo tra centrodestra e M5s era stato proprio questo: una collaborazione sul tema dei rifiuti (come anche sull’acqua e l’autostrada). E anche i sassi sanno che la battaglia dei grillini in materia punta ad annullare il contratto e riformare la legge sugli Ato.

«Quello lo faranno loro a parte – replica Petrucci –. E poi adesso non vogliono più neanche annullare l’Ato…».

L’impressione è che maggioranza e M5s si siano ritrovate a lavorare un su piani diversi: la prima sul miglioramento del servizio, i secondi sulla cancellazione del meccanismo che ha portato a quel servizio. E la definizione generica di “tavolo sull’ambiente” – così battezzato alla sua creazione – forse ha lasciato margini di incomprensione sugli obiettivi che si era prefissato chi vi si era seduto.

«Un tavolo tecnico – dice Petrucci – si basa su presupposti tecnici. E di tecnicismi qui abbiamo spazzamento, raccolta, trattamento e smaltimento. Loro su questi punti non hanno mai presentato niente».

Non è un mistero però che al M5s interessino altre questioni. «Ripeto: quello era un tavolo tecnico, non ideologico», dice Petrucci.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata poi quella della comunicazione, con i pentastellati che hanno accusato il governo cittadino di volersi prendere tutta la visibilità, anche sui contributi da loro prodotti.

«Io ricevo tanti suggerimenti, dritte, segnalazioni – chiude Petrucci –. Tantissimo lavoro è frutto dell’ufficio ambiente. Non è che ogni volta che ricevo delle idee devo poi dare atto, in percentuale, l’1% a questo, il 5% a quello…».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa