Il Tirreno

Grosseto

«Pronto a incatenarmi a Montecitorio»

di Gabriele Baldanzi
«Pronto a incatenarmi a Montecitorio»

«Mancano i soldi per garantire la sicurezza dei cittadini»: il presidente della Provincia Vivarelli Colonna minaccia gesti eclatanti

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GROSSETO. La Provincia di Grosseto fino a oggi si è destreggiata molto meglio di altre, tra tagli e norme pensate dagli ultimi governi per eliminare questi enti intermedi.

Dopo il referendum di dicembre, però, la situazione è cambiata. E adesso il rischio di un dissesto finanziario, rispetto a un anno fa, è non solo più probabile ma anche più pericoloso.

Ieri il neopresidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha preso di petto il problema, annunciando azioni eclatanti se il Governo non dovesse intervenire al più presto. «La nostra situazione finanziaria è estremamente grave - spiega Vivarelli Colonna - e a rischio c’è la sicurezza dei cittadini». Vivarelli Colonna si riferisce a quelle funzioni rimaste in capo a palazzo Aldobrandeschi e che l’amministrazione non sarà più in grado di espletare. L’importo complessivo che la Provincia di Grosseto ha dovuto corrispondere allo Stato a titolo di risparmio sulla spesa pubblica è stato di 10 milioni e 752mila per il 2015 e di oltre 24 milioni per il 2016. «Il default è assicurato - prosegue il presidente - perché per il 2017 e per il 2018 si prevedono ulteriori stime al ribasso, con decurtazioni a favore dello Stato di oltre 75 milioni di euro in due anni». Sono soldi bloccati a Roma, che non arriveranno in Maremma sotto forma di trasferimenti; per una parte si tratta di proventi di accise che avrebbero dovuto entrare come compartecipazione della provincia a tassazioni locali. Insomma, soldi dei grossetani. Fino a oggi, per evitare squilibri di bilancio, è stato applicato tutto l’avanzo di amministrazione disponibile destinato agli investimenti. Adesso però occorre il coraggio per salvaguardare e far funzionare quel poco o tanto che è rimasto a presidio del territorio.

Concetti già espressi di recente dal direttore Emilio Ubaldino. Molteplici le richieste che la Provincia di Grosseto inoltrerà al Governo già nei prossimi giorni, anche attraverso una class action con altri enti: si va dallo sblocco immediato e totale di tutti i limiti in materia di assunzioni, rifinanziamento del fabbisogno, rivisitazione della Delrio in adeguamento all’esito referendario, uniformità nazionale dei livelli regionali, anche di quelle a statuto speciale, effettiva applicazione del sistema delle deleghe, ripensamento dei confini territoriali delle Province, riduzione numerica per accorpamento delle microprovince o delle province coincidenti con le aree metropolitane, incentivazione dei Comuni al ricorso ai servizi provinciali di area vasta al posto delle Unioni. «Per portare a termine questi risultati - conclude Vivarelli Colonna - siamo pronti a mettere in atto qualsiasi mezzo. Se necessario mi incatenerò davanti a Montecitorio. Chiediamo subito le risorse necessarie per approvare il bilancio di previsione 2017, in modo da rendere immediatamente disponibili le risorse e gli investimenti per strade e scuole. Subito dopo è necessaria una ridefinizione dei rapporti con la Regione Toscana partendo da convenzioni su deleghe e funzioni». Al momento i dipendenti della Provincia sono circa 230. La sensazione è che siamo davvero in mezzo a un guado con la riforma istituzionale bocciata, l’ente smantellato e impoverito e l’acqua che è arrivata alla gola. A Vivarelli Colonna, che viaggia verso Roma con le catene a portata di mano, il compito di tenere la barca in equilibrio verso un approdo sicuro.

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