Sicurezza
Porto di Talamone Corsa contro il tempo per il dragaggio
La Capitaneria concede una proroga al 30 marzo Intanto la giunta accelera sull’iter per la riqualificazione
TALAMONE. Al via il percorso che porterà alla riqualificazione del porto di Talamone. Il 7 febbraio si è tenuto in Regione Toscana un incontro alla presenza del personale regionale del settore Demanio marittimo e opere portuali e pianificazione territoriale, in cui è stata esposta la volontà del Comune di Orbetello di procedere con la predisposizione del piano regolatore portuale.
Ad oggi la situazione del porto di Talamone risulta, dagli atti, piuttosto anomala dal punto di vista urbanistico: un perimetro di ambito portuale individuato dal regolamento urbanistico ma con una disciplina relativa a una variante adottata nel 2009 e mai approvata. L’attuazione degli interventi sul porto e il suo adeguamento a porto turistico sono subordinati alla redazione di un piano regolatore portuale, nell’ambito del quale dovranno essere definiti nel dettaglio gli interventi, le dimensioni del porto stesso e le soluzioni progettuali.
Nel 2009 fu indetta una gara pubblica per l’affidamento esterno della redazione del piano regolatore portuale. Vinse la gara la ditta Acquatecno di Roma con tre elaborati di progetto che poi hanno subito modifiche con le varie amministrazioni succedutesi negli anni.
«L’Acquatecno – come si legge in una delibera della giunta Casamenti – ha depositato gli elaborati del piano regolatore portuale di Talamone che però la precedente amministrazione non ha mai formalmente adottato». Lo scorso anno, poco prima delle elezioni amministrative, fu presentato dalla giunta Paffetti un progetto realizzato sempre dall’Acquatecno, per un porto di Talamone “green”. Un progetto del quale l’allora opposizione (oggi maggioranza) evidenziò aspetti critici, fra cui la mancanza di una pompa di benzina.
«Abbiamo chiesto alla ditta di continuare il percorso intrapreso per andare avanti con la riqualificazione e confrontarci poi anche con i cittadini per cercare un percorso il più possibile partecipato e condiviso», dice Luca Teglia, delegato all’urbanistica che si sta occupando dell’approdo garibaldino. «Nel progetto di riqualificazione dovranno essere mantenuti i confini attuali e individuati più posti barca. Per riprendere questo percorso la giunta ha deliberato un atto di indirizzo destinato al dirigente del settore pianificazione territoriale per avviare le procedure relative all’approvazione del piano regolatore portuale, contestualmente a quelle necessarie per la variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico».
Nel frattempo va avanti anche il cammino che dovrà portare al dragaggio del porto. «Ringraziamo per la collaborazione la Capitaneria di Porto e i concessionari e gli ottimi rapporti con la Regione Toscana che ci permettono di lavorare nella maniera migliore». Il porto di Talamone a causa dei bassi fondali vive con la spada di Damocle della chiusura. La Capitaneria ha concesso una proroga fino al 30 marzo. I progressi che il Comune dimostrerà di fare sul dragaggio consentiranno di ottenere nuove proroghe. «Stiamo tutti lavorando in un’unica direzione – conclude Teglia – perché per tutti lo scopo è arrivare a dragare il porto e riqualificarlo».
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