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«Il Prefetto ordini la fusione»

«Il Prefetto ordini la fusione»

L’opposizione attacca la sindaca e l’accusa di non rispettare le leggi

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«Basta giocare con le istituzioni, il sindaco di Cinigiano Romina Sani rispetti le leggi nazionali e regionali e le stesse decisioni approvate dal consiglio comunale». Il gruppo consiliare A/gentecomune di Cinigiano guidato da Giovanni Barbagli scalpita per fondersi con altri comuni e invia al Prefetto, al presidente della Regione e al segretario comunale di Cinigiano una lettera che richiama la sindaca al rispetto delle decisioni prese dal consiglio. Ma qual è il motivo del contendere? Lo spiega lo stesso Barbagli: «Dopo il rifiuto del sindaco di Cinigiano fatto nell’ultimo consiglio di rispettare le leggi nazionali, regionali e le stesse deliberazioni approvate dal Consiglio comunale è l’ora di passare alle vie di fatto, ovvero di far intervenire le autorità preposte (Prefetto, presidente della Regione Toscana e segretario comunale) per obbligare il sindaco a dare sollecita attuazione a queste norme in materia di fusione del Comune».

La storia è ormai nota: Cinigiano, uscito dall’Unione comuni Amiata grossetana si era data come obiettivo la fusione con altri comuni, guardando in particolare alla Maremma. Ma da allora sono cambiate molte cose: i comuni maremmani non sono per adesso disponibili e invece lo è Castel del Piano. Monticello, la frazione montana di Cinigiano ha espresso la volontà di restare con la montagna. Ma per la verità, fino a ora non vi sono mosse ufficiali. E intanto non pare nemmeno più così obbligatorio fondersi, vista l'alzata di scudi di tanti piccoli comuni. Ma c'è lo stesso chi ha fretta.

E se Cinigiano utilizza i suoi tempi, la minoranza non ci sta: «Non ci sono ormai più alibi per il sindaco dal momento che le leggi e le delibere citate impongono una sola strada la fusione, che fra l’altro deriva da un obbligo che prevede per i comuni sotto i 5 mila abitanti di fondersi con i comuni confinanti. E in considerazione del rifiuto dei comuni della valle dell'Ombrone ( Civitella Marittima e Campagnatico)- incalza barbagli- la scelta ricade o sul comune di Castedelpiano o su quello di Arcidosso».

Da qui la decisione della minoranza di rivolgersi «alle autorità competenti per dare attuazione all'istituto giuridico denominato potere sostitutivo che in altri termini è un vero e proprio commissariamento “ad acta” del sindaco». E poi un invito ai comitati fusionisti di Cinigiano «ad incontrare i sindaci dei comuni confinanti che si sono resi disponibili a discutere i termini della fusione».

(f.b.)

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