Sicurezza
Biodiversità e progetti Tre milioni per l’Amiata
Presentato l’accordo territoriale per la salvaguardia della flora e della fauna L’associazione Genomamiata capofila dell’iniziativa allo studio della Regione
ARCIDOSSO. Firmato il 6 marzo 2017 ad Arcidosso l’accordo territoriale per il Pit diversità Basic da presentare alla Regione toscana sul bando del 2014-2020. «Questo progetto, se finanziato, può dare una risposta importante al territorio dell’Amiata in un’ottica di sviluppo sostenibile e ambientale, vista anche la portata degli investimenti», avverte il presidente di Genomamiata, associazione capofila del progetto, Lorenzo Fazzi. E in effetti la cifra, ammesso che arrivi, è di quelle consistenti: 3.058.215 euro, di cui 2.954.000 a fondo perduto. Dopo sei mesi di lavoro, con numerose riunioni di animazione, è stato completato, per l’area dell’Amiata, il Progetto integrato territoriale “Diversità” da presentare alla Regione Toscana in relazione ad un Bando sul Piano di Sviluppo Rurale. Il Pit vede coinvolti ben 99 soggetti, di cui 78 partecipanti diretti fra agricoltori e possessori di fondi agricoli (67), enti pubblici (comuni di Castel del Piano, Santa Fiora, Roccalbegna, Semproniano, Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana), e come partecipanti indiretti, altri enti e associazioni del territorio.
I partecipanti diretti al Pit, in altre parole quelli che effettuano degli investimenti e quelli indiretti e i sottoscrittori che supportano il progetto, hanno aderito a un accordo territoriale che contiene obblighi e impegni reciproci dei partecipanti. Il Pit “Diversità basic” messo in campo punta al mantenimento della biodiversità animale e vegetale e al miglioramento dello stato di conservazione delle aree ad alto valore naturalistico e del paesaggio rurale, al recupero di aree degradate per dissesto o abbandono, alla salvaguardia del paesaggio storico, ma anche alla protezione del territorio dal dissesto idrogeologico e alla resilienza ai cambiamenti climatici, alla gestione e tutela delle risorse idriche.
L’associazione Genomamiata, guidata da Lorenzo Fazzi, assumerà l’onere di coordinare l’attività dei partecipanti, garantire il rispetto degli impegni assunti con la sottoscrizione dell’accordo territoriale, curare i rapporti con la Regione Toscana per tutto ciò che attiene la realizzazione e il buon esito del progetto. Dal punto di vista tecnico il progetto è coordinato da Giovanni Alessandri dello studio Agricis. Il Pit contiene 95 progetti che riguardano un ventaglio di questioni da sempre all’attenzione di Genomamiata: «Quando si parla di biodiversità animale - spiega Fazzi - si pensa all'asino amiatino, al cavallo, alla pecora amiatina, alla capra. Per gli elementi storici del paesaggio, ci si riferisce ai muretti a secco, ai fontanili, alle fonti». Nella fase di predisposizione del progetto è stata attivata la collaborazione delle associazioni professionali agricole (Cia, Coldiretti e Confagricoltura delle Province di Siena e Grosseto). E alla fine Fazzi precisa: «Nel caso la Regione non dovesse concederci il finanziamento, chiederemo, comunque, suoi interventi consistenti che vadano a sostenere l'ambito di questioni da noi messe in evidenza».
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