Sicurezza
«Vorrei che Lidl evitasse i licenziamenti»
Il sindaco Benini ha incontrato i due dipendenti sospesi dall’azienda dopo il video con le rom chiuse nel gabbione
FOLLONICA. È stato un momento di distensione, utile - come annunciato da subito in diretta televisiva - per cercare di abbassare i toni. Ma allo stesso tempo è arrivato anche un impegno preciso: «mi sono reso disponibile per parlare con Lidl Italia affinché venga scongiurato il licenziamento», dice il sindaco di Follonica Andrea Benini, che ieri mattina ha incontrato in municipio i due dipendenti che hanno rinchiuso le due donne rom nel gabbione dove sono sistemati i cassonetti dei rifiuti, per poi filmarle e deriderle.
Immagini poi finite sui social dove hanno fatto il giro d’Italia con milioni di visualizzazioni, costate dai due una denuncia per sequestro di persona e la sospensione dal loro posto di lavoro. «Nessuno vuole demonizzare - dice Benini a margine dell'incontro - Nessuno vuole crocefiggerli». Era proprio questo il senso dell’incontro, annunciato dal sindaco durante la diretta di La 7 nel programma Bianco e Nero di Luca Telese. «Li ho incontrati perché non è il dibattito giusto quello pro o contro dipendenti» dice Benini, che sin dalla prima diffusione del video ha voluto condannare l’episodio.
Posizione che non ha mancato di rimarcare anche nel faccia a faccia. «Il dibattito sta nel capire più profondamente il mondo che è venuto fuori dopo la diffusione del video - continua il sindaco follonichese, riferendosi alla cascata di commenti social che sono seguiti - Ci sono dei valori che devono essere alimentati e dei fenomeni emersi dal nostro tessuto sociale che vanno affrontati». Tradotto: la discussione non deve ricadere sui dipendenti, non va focalizzata su loro due. Anzi, bene abbassare i toni adesso. «Non vanno polarizzati gli schieramenti» insiste Benini. Ma al di là dell’analisi sull’accaduto, durante l’incontro il sindaco ha cercato di andare incontro ai due dipendenti, ancora sospesi dal discount. Lidl Italia infatti sta verificando la loro posizione valutando così un procedimento disciplinare che non esclude il licenziamento. Uno scenario preoccupante per i due lavoratori: 35 anni con contratto indeterminato uno, 25 anni con il determinato l'altro. Ed è proprio qui che arriva l’impegno di Benini, che si è reso disponibile a parlare con l'azienda perché «venga scongiurato il rischio di licenziamento». Intanto va avanti il procedimento giudiziario, che vede i due denunciati per sequestro di persona. Qui i tempi sono più lunghi e l’avvocato difensore dei dipendenti Roberto Cerboni sta portando avanti un'indagine per dimostrare come il video incriminato non sia stato diffuso sui social dai due accusati, ma estrapolato da un gruppo Whats App (è qui che lo hanno pubblicato ha spiegato la difesa) e poi diffuso nei meandri del web.
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