Sicurezza
«Un’altra economia? Per noi è possibile»
Cinque appuntamenti con Diocesi e Polo Loppiano sui temi della comunità. Cetoloni: «Dobbiamo ricostruire le relazioni»
GROSSETO. E se l’economia fosse qualcosa di diverso da quello che si ritiene normale che sia? Se non fosse solo profitto, da perseguire a ogni costo? Si parlerà di economia di comunione, a Grosseto, nella seconda edizione della scuola “Economia e comunità”, promossa dalla Caritas diocesana di Grosseto e dal Polo Lionello Bonfatti, di Loppiano, che sperimenta già, sul campo l'economia di comunione, con imprese - una ventina a Loppiano, circa duecento in Italia - che hanno scelto di stare sul mercato cercando di coniugare, nel fare impresa, efficienza e solidarietà.
La Diocesi e il centro di Loppiano hanno trovato, come partner di questa scuola, la Banca Tema, le cooperative Uscita di Sicurezza e Solidarietà e Crescita, la fondazione L’Altracittà e l’agenzia formativa L’Altracittà. La scuola “Economia e comunità”, che quest’anno avrà come filo conduttore il tema delle relazioni, prenderà il via sabato prossimo, con una prima lezione su “Economia e relazioni per essere comunità” che sarà tenuta da Luigino Bruni, economista e coordinatore del progetto Economia di comunione, e dal vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni. Una lezione introduttiva che si terrà nell’aula conferenze della Banca Tema, a partire dalle 16.
Secondo appuntamento, sabato 29 aprile, nella sede dell’Altracittà, per il secondo modulo formativo - “Sviluppo e povertà: complicazioni relazionali” - con Licia Paglione, sociologa e docente dell’Istituto universitario Sophia di Loppiano, e Paola Iacovone, progettista sociale di una Onlus, “Associazione per famiglie nuove”.
Il terzo modulo, di due giorni, il 19 e il 20 maggio, si terrà al Polo di Loppiano. Il tema “Il territorio e la città: (ri)generare spazi di valore” sarà sviluppato da Daniela Ropelato, politologa e docente dell’Istituto universitario Sophia, da Piero Isolan, esperto di progetti educativi in ambito ambientale, da Tiziana Ciampolini, progettista sociale del comitato S-nodi di Torino, e da Licia Paglione.
Quarto modulo, sabato 1 luglio, all’Altracittà, su “Fiducia e reciprocità”, con Vittorio Pelligra, economista e docente dell'Università di Cagliari. Infine, a settembre, il quinto modulo “Madre terra, agricoltura, cibo: verso un capitalismo vegetale”, con Luigino Bruni ed Elena Granata, urbanista del Politecnico di Milano.
«Abbiamo lanciato questa esperienza sul territorio - sottolinea il vescovo Rodolfo - lo scorso anno, mentre la Chiesa era in pieno anno giubilare della Misericordia. Fu un seme che gettammo per riaffermare che possiamo, anche in questo tempo della storia, generare nuovi frutti di misericordia se siamo capaci di ricostruire relazioni risanate con gli altri, con le cose, con il denaro stesso».
«Fin dal percorso intrapreso lo scorso anno - commenta il direttore di Caritas, don Enzo Capitani - abbiamo compreso che un’altra economia è davvero possibile, diversa dal capitalismo, che mette al centro solo il possesso e l’uso del denaro fine a se stesso. La domanda che ci siamo fatti e che continuiamo a farci è se da questa crisi sia possibile uscire, non solo in termini di ripresa economica, ma anche di cambiamenti culturali e relazionali. Noi crediamo di sì, purché però si abbia la consapevolezza e la forza di reimpostare la dottrina del profitto per trasformarla in esperienza di redistribuzione delle ricchezze, che evitino ulteriori sperequazioni».
La scuola è a numero chiuso, accetta fino a 30 iscritti, anche se lo scorso anno, alla fine, si arrivò a 35. Al momento sono 24, di cui una decina alla prima esperienza, e c’è ancora spazio per nuove iscrizioni che sono raccolte dalla Caritas diocesana (caritasgrosseto@caritasgrosseto.org). Il costo complessivo è di 30 euro.
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