Il Tirreno

Grosseto

Tentano di truffare un anziano

di Fiora Bonelli
Tentano di truffare un anziano

Santa Fiora, richiesta telefonica di soldi perché il figlio non sia denunciato ma la trappola non funziona

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SANTA FIORA. Truffa a un anziano sventata per circostanze e coincidenze favorevoli a Santa Fiora. Un storia che la stessa famiglia, dopo che è stata presentata regolare denuncia ai carabinieri, vuole rendere nota per evitare che altri cadano nella stessa trappola.

Un signore di 87 anni che trascorre gli inverni in una frazione del comune amiatino presso la casa del figlio lo scorso giovedì 2 marzo riceve una telefonata.

Erano da poco passate le 13. «Pronto, pronto – dice una voce maschile senza particolari inflessioni, all’altro capo del telefono – con chi parlo? E come si chiama suo figlio?».

Il signore, preso in contropiede, dice il nome. «Bene. Suo figlio è stato coinvolto in un sinistro stradale con persone straniere alle quali ha arrecato dei danni. Suo figlio si trova in una caserma di carabinieri – prosegue quello senza specificare quale caserma – è impossibilitato a muoversi e deve corrispondere ai danneggiati 450 euro per non essere denunciato».

Il signore santafiorese chiede allora in quale caserma il figlio si trovi e precisa che non ha la disponibilità di questa somma, per la quale avrebbe dovuto recarsi in banca.

Il truffatore gli fa notare, però, che a quell’ora le banche sono chiuse. L’anziano gli propone allora di firmare un assegno con l’importo richiesto, che però il truffatore rifiuta categoricamente.

L’ottantasettenne avanza allora l’ipotesi di telefonare alla nuora che in quel momento si trova a lavoro per farsi dare i soldi. «Assolutamente no – continua lo sconosciuto al telefono – vi abbiamo già provveduto noi senza esito».

Ma mentre la conversazione è ancora in corso, ecco che l’anziano vede arrivare a casa propria il figlio insieme al nipote.

«Ma mio figlio è qui – esclama dunque l’anziano ancora al telefono – è appena arrivato con la sua autovettura». A quel punto l’altro butta giù la cornetta immediatamente e chiude la conversazione.

Il nipote dell’anziano, allora, non perde tempo e chiama i carabinieri, quelli veri. L’anziano sporge immediata denuncia che è stata raccolta dai carabinieri della stazione di Santa Fiora.

Insomma una truffa congegnata ad hoc, dove le vittime sono soprattutto anziani e che è stata replicata anche, secondo voci di paese, ad alcuni abitanti di Castel del Piano.

«Resta da capire – commenta la famiglia dell’anziano santafiorese – come i truffatori individuino la vittima, se i malcapitati vengano seguiti e sorvegliati per studiare le loro mosse e le loro abitudini e il loro stato di “solvibilità”».

I parenti sono preoccupati. «Non siamo tranquilli per nulla – dicono – per questo preferiamo che i nostri nomi non compaiano sul giornale. Purtroppo truffatori di questo genere riescono a entrare nella tua intimità e a sconvolgere la vita di una persona disarmata e che viene presa alla sprovvista, vivendo come un incubo e come oro colato quel che gli viene raccontato al telefono».

In questi mesi i carabinieri sono stati impegnati su tutto il territorio provinciale con incontri con gli anziani proprio sul problema delle truffe.

Nelle piccole comunità, dove ci sono molte persone in là con gli anni e dove la comunità è vissuta come una grande famiglia, dove tutti ci si conosce, la norma è avere un atteggiamento di fiducia verso l’altro. Proprio questo, però, è il tallone d’achille degli anziani, sul quale battono i truffatori.

La stessa famiglia del pensionato scampato al tentativo di truffa mette in guardia: «Avvertiamo tutti – dicono i parenti dell’uomo – che ci sono in giro persone di tal fatta e esortiamo a stare attentissimi. E vogliamo aggiungere un’ultima piccola osservazione: da una stazione dei carabinieri non vengono certamente chiesti soldi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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