Il dolore
«Inquinata anche la costa, si intervenga»
SCARLINO. «È evidente a tutti che se non si eliminano totalmente i contaminanti dai suoli l’inquinamento delle falde perdurerà nel tempo». Anche il circolo di Rifondazione Comunista di Follonica...
SCARLINO. «È evidente a tutti che se non si eliminano totalmente i contaminanti dai suoli l’inquinamento delle falde perdurerà nel tempo».
Anche il circolo di Rifondazione Comunista di Follonica interviene sul tramonto del piano unitario per la bonifica della falda acquifera del Casone di Scarlino. «La presenza di inquinanti è nota da oltre 25 anni» dicono, rimarcando come il problema abbia origini a ritroso nel tempo. Un problema, quello delle fonti inquinanti, che Prc follonichese ha provato a sollevare anche durante la conferenza dei servizi del 2015, sostenendo che il progetto in esame non era indicato per poterle rimuovere tutte. «Gli enti pubblici, malgrado le nostre incontestabili considerazioni e le perplessità, hanno scelto di proseguire in quella direzione che oggi sembra presentare notevoli ostacoli - continuano - Parte degli elementi inquinanti ha già raggiunto il mare: dati di Arpat su un punto di campionatura nella zona di Carbonifera da anni indica la presenza di metalli pesanti nelle sabbie. Ci domandiamo perché su tutto il litorale da Piombino a Punta Ala gli enti pubblici, pur essendo a conoscenza delle gravi situazioni di inquinamento, non hanno mai previsto un monitoraggio delle coste con campionature più ristrette e sistematiche e perché un assessore all'ambiente non riesca a rispondere, su questa precisa tematica, ma si trinceri strategicamente dietro frasi generiche e inconcludenti».
Un contesto che dimostra, secondo Prc «la superficialità o, peggio ancora, la mancanza di volontà con cui è stato affrontato sino ad ora il problema - conclude la nota - Riteniamo che chi amministra deve preoccuparsi fondamentalmente del benessere dei cittadini».
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