Il Tirreno

Grosseto

Preso a calci da una banda di ragazzini

di Elisabetta Giorgi
Piazzale Cosimini
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Piazzale Cosimini

Professionista aggredito da minorenni davanti all’ufficio: "Ha cominciato una ragazza: erano 6 o 7, urlavo di smettere..."

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GROSSETO. Rubano un vaso, lui li sgrida e loro reagiscono con pugni, schiaffi e botte, offese e parolacce. Il gruppetto è formato da circa 6-7 ragazzini. Tutti italiani. Spicca il particolare che la capobanda sia una femmina (quasi certamente minorenne come il resto del gruppo, età presunta tra i 16 e i 17 anni) che per prima comincia a tirare botte e aggredire il malcapitato dando il via a un’incredibile sequenza di violenze verbali e fisiche, in cui l’uomo soccombe.

Crolla in terra, cerca di difendersi. Finisce all’ospedale e oggi andrà a sporgere denuncia ai carabinieri di Grosseto.

Succede tutto verso le 18,30 di sabato 4 marzo, in pieno centro a Grosseto, nel piazzale sopraelevato che si affaccia su viale Matteotti, popolato di uffici. Vittima un noto professionista di 55 anni che lavora in piazzale Cosimini. Sabato pomeriggio verso le 18,30 - racconta lui - «stavo lavorando nel mio ufficio quando dalla finestra ho visto il gruppetto tutto bello imbenzinato», cioè - come spiega lui - «sotto effetto di alcol e forse qualcosa di più. Ragazzini italiani all’apparenza di buona famiglia, con le bottiglie di birra in mano».

Il gruppo - nel piazzale poco oltre quella finestra - solleva la fioriera e fa per portarla via, rubarla o solo spaccarla.

Il professionista osserva la scena dalla scrivania, si vede sfilare il vaso sotto i suoi occhi ed esce dall’ufficio.

«Che cosa fate? Rimettete a posto il vaso - dico - Ammetto di aver alzato un po’ la voce e di non aver usato toni concilianti; ero irritato. A quel punto la ragazza per prima comincia a tirarmi calci e schiaffi offendendomi, usando brutti epiteti, ingiurie, offese contro di me. Mi aggredisce con violenza».

Colpi in faccia, graffi, botte al ginocchio «alle quali non rispondo proprio perché è una ragazzina. Alzo la voce ma dopo un po’ arriva un ragazzino di corsa, uno del gruppo che le dà manforte e mi tira anche lui uno spintone buttandomi per terra, mentre gli altri guardano».

L’uomo comincia a urlare e chiedere aiuto: loro scappano. Nella fuga, il gruppetto si mette pure a spaccare le bottiglie di birra che tiene in mano lungo le scale che da piazzale Cosimini portano giù in strada.

«Io me ne sto per un po’ a terra dolorante, nel piazzale, sbalordito da quella violenza gratuita, dal fatto che erano poco più che adolescenti e anche che a dare inizio al tutto era stata proprio una ragazzina».

In serata, il professionista è andato al Pronto soccorso dov’è stato refertato. Oggi la denuncia ai carabinieri.

«Mi sono già informato - spiega - per chiedere che siano sbobinate le immagini della videosorveglianza che danno sul piazzale, e che sono puntate proprio sul piazzale dov’è avvenuta l’aggressione».

Il 55enne si dice preoccupato e scioccato per questa improvvisa e assurda spirale di violenza. «In 20 che lavoro lì non mi era mai successo niente del genere - dice - anche se a dire il vero me lo aspettavo perché è da tanto che un atteggiamento così sopra le righe di questi ragazzini, ci tengo a sottolineare italiani e visibilmente ubriachi. La stessa ragazzina che ha preso l’iniziativa per prima emanava un forte odore di alcol che ho avvertito anche da lontano».

Ai margini di piazzale Cosimini, conclude il professionista, «troviamo file di lattine e bottiglie di alcolici vuote. È solo una delle tante declinazioni del disagio giovanile che si manifesta in centro e a cui vorrei fosse posto un freno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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