Il Tirreno

Grosseto

Addio Wanda, sindaca del Pci e pianista

Francesca Gori
Un'immagine recente di Wanda Bosco
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Un'immagine recente di Wanda Bosco

La Bosco si è spenta a 92 anni: è stata amica di Sibilla Aleramo e ha combattuto per i più deboli

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GROSSETO. Quando la passione per la musica scorre nelle vene, la vita viaggia a una velocità diversa. La stessa che ha spinto, giorno dopo giorno, Wanda Bosco Ciampa lungo tutta la sua vita fino a domenica 5 marzo,  quando la novantaduenne è morta nella sua abitazione, portata via da un malore improvviso. Viveva in casa con la sorella Anna che l’ha trovata esanime e ha dato l’allarme al 118, ma il cure di Wanda si è fermato proprio mentre stava arrivando l’ambulanza.

È stata una vita piena di tutto quella di Wanda: diplomata in pianoforte al Conservatorio, la donna ha insegnato musica in tante scuole della provincia.

Ma Wanda non era solo quella che muoveva le dita sui tasti bianchi e neri della tastiera: è stata sindaco di Arcidosso negli anni ’60, ha guidato per tanti anni il Tribunale del malato di Grosseto, combattendo al fianco di chi aveva bisogno di far sentire la propria voce per affermare i propri diritti.

Donna di cultura, la figura di Wanda era quella di una persona molto umana e combattiva con uno spiccato senso della giustizia.

Tutta la sua vita è stata improntata sulla difesa e la tutela dei più deboli. Per questo ha intrapreso battaglie politiche con il Pci e altre, sociali, con diverse organizzazioni di volontariato.

La sua storia politica comincia ad Arcidosso, dove è arrivata negli anni ’60 come insegnate al magistrale e dove si è fatta subito conoscere da tutti. Per questo le fu proposta la candidatura a sindaco: una proposta inusuale per la Maremma di quegli anni, nei quali le donne ancora non avevano conquistato il ruolo che sarebbe stato loro dovuto.

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A Grosseto, Wanda è tornata negli anni ’80 dove ha continuato a insegnare musica e ha iniziato il suo impegno al Tribunale del malato di cui è poi diventa la presidentessa.

Donna dalla forte personalità, cantava come soprano leggero, suonava il pianoforte, scriveva poesie.

Ha frequentato durante la sua giovinezza gli ambienti letterari vicini alla sinistra, ha pubblicato su giornali come l’Unità e il Contemporaneo ed è stata molto vicina a Sibilla Aleramo con la quale ha intrattenuto una corrispondenza che ora è conservata nell'archivio intitolato alla scrittrice della fondazione Gramsci, ma anche con Eduardo de Filippo e Mario Alicata.

Vedova di Mario Ciampa, che le è sempre stato vicino in tutte le sue battaglie, Wanda non aveva avuto figli. È stata combattiva fino all'ultimo e ha seguito giorno dopo giorno tutte le vicende che la appassionavano.

Ha suscitato grandissimo amore ma anche forte ostilità: segno del suo temperamenteo che non poteva restare indifferente a chiunque la incontrasse e scoprisse il suo grande fascino intellettuale.

I funerali di Wanda Bosco si svolgeranno lunedì 6 marzo alle 15,30 al cimitero di Sterpeto.

 

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