Sicurezza
M5s e Vivarelli Colonna Divorzio a colpi di insulti
«Sindaco indegno», tuonano i pentastellati. «Incompetenti carichi di astio», ribatte la maggioranza. Che fa quadrato su se stessa e liquida le opposizioni
GROSSETO. «Un sindaco indegno di questo nome», che «mente sapendo di mentire». E dall’altra parte «un movimento incompetente e carico di astio»: è questo solo un florilegio delle secchiate di insulti che volano tra Il Movimento 5 Stelle e la maggioranza guidata da Antonfrancesco Vivarelli Colonna il giorno dopo il divorzio ufficiale a mezzo stampa.
Sì, divorzio. Perché se non proprio un matrimonio quantomeno un’unione civile era quella che aveva legato i pentastellati grossetani alla giunta di centrodestra. Una corrispondenza d’amorosi sensi nata prima delle elezioni del 6 giugno con l’obiettivo comune di far fuori l’odiato Pd e suggellata a ridosso del ballottaggio dalla dichiarazione d’amore di Vivarelli Colonna che promise ai 5 Stelle tavoli tecnici e ruoli operative su questioni importanti, in cambio dei voti che gli servivano per sconfiggere Lorenzo Mascagni. I voti sono arrivati, ma le nozze sono naufragate in fretta, con tanto di contumelie reciproche davanti ai giudici (i cittadini) del “tribunale popolare”.
Ricapitolando: M5s si sente escluso dalla giunta e rompe l’accordo; Vivarelli Colonna replica paragonando i 5 Stelle a vermi, impreparati e incompetenti. E ieri i 5 Stelle controbattono con un sintetico «sindaco indegno»: che mostra «la vera faccia di questa amministrazione»; che «mente sapendo di mentire»; che raggiunge «un livello di menzogne non immaginabile»; che «non conosce correttezza e serietà».
A fare infuriare i pentastellati è l’accusa di impreparazione: «Abbia la compiacenza il signor Vivarelli Colonna – scrivono sfidando l’interlocutore – di indicare ai giornali un episodio, ce ne basta uno, in cui parlando di rifiuti, l’unica materia trattata dai tavoli in questi mesi in modo tecnico, avrebbe avuto modo di saggiare la nostra impreparazione e incompetenza. Attendiamo con ansia una risposta non senza sottolineare sin d’ora il fatto che il suo eventuale silenzio costituirà la dimostrazione più evidente della falsità delle sue affermazioni».
Veicolata dai social la sortita di M5s arriva subito agli occhi del sindaco. Il quale affida la replica – altrettanto feroce – ai suoi alleati. Nel merito all’assessora Simona Petrucci (vedi l’articolo sotto), nel metodo (le parole pesanti) ai suoi alleati di maggioranza.
«La fine dello sfortunato rapporto con i 5 Stelle grossetani è la fine di un inganno: l’inganno perpetrato da un movimento che ha la presunzione di risolvere i problemi senza competenze», scrivono infatti in una nota congiunta I gruppi consiliari di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lista Vivarelli Colonna Sindaco, Maremma Migliore e Gruppo Misto. «La miopia dei 5 Stelle nella visione della città e la loro scarsa esperienza amministrativa li porta a travisare la realtà in maniera quasi patologica: nel tavolo di lavoro che avevamo creato quello che più era evidente era la loro scarsa dimestichezza con le Istituzioni, con le regole. In poche parole, con l’esercizio democratico».
Infine i gruppi consiliari ribadiscono «unitamente e convintamente, la fiducia nei confronti dell’operato di questa amministrazione e, in particolare, del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, oltraggiato nel suo ruolo e nella sua onorabilità».
Un messaggio chiaro e che, sommato a quello sulla vicenda Casa Pound, chiude la stagione degli equivoci politici: questa amministrazione fa quadrato su se stessa, pianta saldamente i piedi a destra e non intende più dare spazio di interlocuzione alle opposizioni, che pure (numeri alla mano) sommate insieme alle ultime elezioni – prima del ballottaggio – rappresentavano quasi il sessanta per cento dei votanti grossetani.
Del resto, da giugno 2016 a oggi, molte cose sono cambiate. Una su tutte, è scomparso l’Italicum e con l’Italicum l’ipotesi del ballottaggio. Il centrodestra non avrà perciò più bisogno, alle prossime elezioni nazionali, di un sostegno dei 5 Stelle al secondo turno contro il Pd, e viceversa. Dunque anche quel “laboratorio politico nazionale” di sintonia destra-grillini, spesso vantato da Vivarelli Colonna, non ha più senso di esistere.
Ognuno per la sua strada, come finiscono spesso i matrimoni di convenienza. Se poi questa è la scelta giusta per le prossime amministrative di Grosseto, lo diranno i cittadini.
Emilio Guariglia
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