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Dall’Abruzzo a Capalbio, di nuovo dopo 64 anni

Dall’Abruzzo a Capalbio, di nuovo dopo 64 anni

Una delegazione di Ortucchio in visita nei luoghi dove decine di famiglie erano approdate in cerca di lavoro

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CAPALBIO. Da Ortucchio alla Maremma, 64 anni dopo. Ortucchio è un paese in provincia dell’Aquila. Da lì, nel 1953, decine di famiglie partirono in cerca di un luogo dove poter sfamare i propri figli. Era il dopoguerra e la fame era causa di scelte difficili, compresa quella di lasciare la propria terra nativa per una destinazione sconosciuta. Per tante famiglie, una sessantina, dal 1953 al 1958, quella destinazione sconosciuta fu la Maremma toscana e le terre di Capalbio in particolare.

Fra queste famiglie c’era anche quella di Loreto Gigli, che anche dopo 64 anni non riesce a tagliare quel cordone ombelicale che lo lega al suo paese di origine: Ortucchio. Ieri da quel paesino dal quale in tanti sono partiti in cerca di campi da lavorare, è arrivato un pullman di circa 60 persone per vedere dove i loro compaesani sono arrivati decine di anni fa. Artefice di questo viaggio è stato proprio Gigli. L’autore del libro “I pionieri della Maremma” ieri ha guidato i suoi conterranei in un luogo a lui molto caro, il Giardino dei Tarocchi, realizzato da Niki de Saint Phalle, con la quale ha vissuto e della quale ha visto il nascere delle sue sculture. Gigli, nel 2004, ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Ortucchio proprio per il suo legame con l’Abruzzo, mai dimenticato nonostante la sua vita sia stata vissuta tutta nel Capalbiese. Proprio nel 2004 a Ortucchio venne dedicata una piazza ai pionieri della Maremma e venne istituita la giornata dedicata all’emigrante.

Ieri in visita a Capalbio c'era anche il sindaco di Ortucchio, Raffaele Favoriti, accompagnato da altri rappresentanti dell'amministrazione, Annunziata Petrucci, Fernando Di Genova e Franco Martelloni. Fra i visitatori anche il nipote di Rocco Petrucci, detto il Lupone che, negli anni dell’emigrazione portò col suo camion, un Tigrotto Om, alcune famiglie proprio a Capalbio.

La Maremma in cui arrivarono gli abruzzesi era una terra desolata in cui lavorarono molto e grazie alla loro opera di bonifica i campi cominciarono a produrre grano in quantità tale da sfamare le famiglie. Contadini che hanno contribuito a rendere la Maremma e la zona di Capalbio quella che è adesso.

L’ultima dei pionieri della Maremma è morta i primi di gennaio. Si chiamava Eleonora Chiarilli e aveva 97 anni. Proprio a Eleonora, Loreto Gigli ha dedicato un passo del suo libro. Ricordi di una donna che aveva vissuto, bambina, le paure della guerra e dei tedeschi. I gesti bruschi di chi colpiva senza guardare se chi aveva davanti fosse adulto o bambino. Anche la famiglia di Eleonora come le altre proveniva dall’Abruzzo. Ora Ortucchio è un paese che basa la sua agricoltura su produzioni di qualità, patate e carote igp. La fame e la miseria sono dimenticate. Capalbio è noto in tutto il mondo così come il suo Giardino dei Tarocchi. Sono passati gli anni, la terra è cambiata ma non il filo che lega due paesi che un tempo sono stati uniti dalla fame e dal bisogno di sopravvivere. La delegazione è stata ricevuta dal sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori.

Ivana Agostini

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