La manifestazione
Tra acquisizioni ed estromissioni
I dubbi di Fratelli d’Italia su alcune operazioni: «Servizi a rischio»
GROSSETO. Marco Mairaghi, fresco amministratore delegato di Sei Toscana, finisce nel mirino di Fratelli d'Italia e, in particolare, del capogruppo in consiglio comunale, Bruno Ceccherini.
Secondo Ceccherini ci sarebbe proprio Mairaghi al centro dell’ultima, chiacchieratissima operazione di Sei, avviata a settembre 2016 e balzata alle cronache a fine anno, ovvero l’acquisizione, da parte di quote della Castelnuovese, che possiede anche quote di Scarlino Energia, proprietaria dell’inceneritore, società oggi in concordato con 60 milioni di euro di debiti.
L’operazione sollevò nei mesi scorsi l’indignazione dei sindaci di Scarlino e Follonica, del Forum Ambientalista e dello stesso Ceccherini, che in dicembre lanciarono l’allarme: Sei stava forse cercando di acquisire una società così malmessa dal punto di vista finanziario per spalmarne i debiti sulla tariffa dei cittadini?
Oggi Ceccherini aggiunge particolari che farebbero salire a due – secondo la sua ricostruzione – le società in difficoltà da foraggiare coi proventi della tariffa. «Il 30 settembre – dice – il cda di Sei delibera con un’operazione spericolata di comprare il 44% di Sta, attraverso l’acquisto di una partecipazione detenuta da Castelnuovese. Ma perché rischiare tanto? «Semplice – dice il capogruppo –. Con i soldi raccolti dalle società pubbliche e dalla tariffa, Sei, controllata dalle cooperative rosse Unieco, Castelnuovese e Cooplat, corre in soccorso proprio di Castelnuovese ormai sull’orlo del fallimento».
Ceccherini definisce l’operazione la «mossa del cavallo» e secondo lui sarebbero stati d’accordo a farla sia i vertici di Ato che di Sei ovvero «Andrea Corti – dice – Eros Organni e Marco Buzzichelli», finiti in guai giudiziari a seguito dell’inchiesta.
Ma non è tutto. «Ovviamente questa operazione non può essere fatta senza la politica – dice Ceccherini – e infatti ecco che miracolosamente arriva un nuovo personaggio, l’ex sindaco di Pontassieve Mairaghi, uomo con amicizie importanti, che in due mesi diventa presidente di Uch, ad di Sienambiente e ad di Sei e, come si vede dal curriculum, non ha mai gestito un’impresa men che meno nel settore rifiuti». «Con la mossa del cavallo – dice Ceccherini – compra anche Scarlino Energia amministrata, manco a dirlo, da Sta». Sei ha sempre negato che il debito di Scarlino Energia possa essere appianato con un aumento della Tari, ma il dubbio lo nutrono molti sindaci, il Forum Ambientalista e Fratelli d’Italia.
Ma le operazioni di Sei non finirebbero qua. «Sembra che in Sei sia nata una “guerra tra bande” dice l’assessore orbetellano all’ambiente Luca Minucci – per estromettere Coplat. È una società che opera molto nel Grossetano, e temiamo che questo possa provocare dei disservizi».
(f.f.)
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