La protesta
Sanzioni per la pesca: a Roma la delegazione dei castiglionesi
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. «Se entro 15 giorni non ci saranno cambiamenti tangibili siamo pronti a forme di lotta durissime. Stanno uccidendo il comparto della pesca in Italia. A rischio ci sono...
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. «Se entro 15 giorni non ci saranno cambiamenti tangibili siamo pronti a forme di lotta durissime. Stanno uccidendo il comparto della pesca in Italia. A rischio ci sono migliaia di posti di lavoro, considerando l’indotto. Non è accettabile quello che sta succedendo, in gioco c’è il nostro lavoro di tutta una vita».
Ieri mattina, a Roma, è andata in scena la protesta dei marittimi, dopo che il governo ha applicato la nuova legge, la 154 del 2016, che contempla molte sanzioni, in alcuni casi con multe salatissime per chi sgarra. E i pescatori hanno voluto far sentire la propria voce. A Roma c’era anche la delegazione di Castiglione, con i pescatori Alessandro Taiti e Beppe Temperani, che insieme alle marinerie di tutta Italia per un giorno hanno incrociato le braccia e lasciato all’ormeggio le barche, le paranze.
Ad essere interessato delle problematiche l’ufficio del ministro alle politiche agricole e alimentari Maurizio Martina, che ha ricevuto le proteste su una legge ritenuta iniqua e totalmente fallimentare. Taiti e Temperani hanno poi commentato il faccia a faccia con le massime istituzioni, in clima non certo sereno: «La legge 154 è penalizzante oltre misura per i pescatori, questo è un fatto concreto e senza discussioni. Dal ministero ci hanno risposto che è possibile una revisione. Noi ci siamo dati 15 giorni di tempo: se non cambia qualcosa siamo pronti alla battaglia. Fare i pescatori oggi è davvero difficile fra la crisi e quant’altro, se poi ci si mette anche una legge che proprio non capiamo…». E proprio le nuove norme introdotte con la “154” hanno fatto infuriare tutte le marinerie. In particolare è stato l’articolo 39 a provocare la rivolta, quello che introduce rilevanti modifiche al sistema delle sanzioni, ma in ballo è tutto il sistema a quanto pare. E poi tanti problemi ci sono anche sul fermo biologico; il mancato snellimento e la semplificazione degli adempimenti per le licenze di pesca; una diversa gestione delle politiche relative al mercato come vuole l’Unione Europea; il grave ritardo per l’attuazione del Feamp (fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca). La nuova legge prevede, tra le novità più importanti, la depenalizzazione della pesca, della detenzione e della vendita di pescato sottomisura: una condotta adesso che verrà punita con una multe che variano in base al tipo di pesca, spada o tonno per esempio da 1000 e 150.000 euro e la sospensione dell’esercizio commerciale da 5 a 10 giorni, e in alcuni casi anche con la sospensione della licenza da tre a sei mesi. E poi novità anche per quello che riguarda la tracciabilità e l’etichettatura del pescato messo in commercio, con sanzioni che vanno dai 750 ai 4500 euro.
Enrico Giovannelli
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