Attenzione
«La nuova azienda è una giungla»
Orari e stipendi: i sindacati degli infermieri lamentano differenze
GROSSETO. «Una giungla». Così due sindacati degli infermieri - Nursing Up e Usb - definiscono la situazione che si è venuta a creare dopo la unificazione delle Asl di Grosseto, Arezzo e Siena.
I due sindacati parlano di «una giungla fatta di regole diverse, orari diversi, retribuzioni diverse, realtà efficienti e consolidate, vedi la centrale 118 di Grosseto, sottratte al territorio, e di organizzazione del personale e delle strutture funzionali ben lungi dall’essere completate». Secondo Nursing Up e Usb si tratterebbe dei «frutti avvelenati di una fusione a freddo» e si dicono attoniti per il fatto che «queste prevedibilissime conseguenze siano state, volontariamente o meno sottovalutate, anzi ignorate, da chi questa fusione la ha progettata e voluta».
Primo problema: l’orario di lavoro. «Ad Arezzo e Siena - scrivono Nursing Up e Usb - per esempio, il dipartimento della Prevenzione ha l’orario articolato su sei giorni, mentre a Grosseto è articolato su cinque giorni», inoltre «di sistema di valutazione del personale si è appena iniziato a parlare».
Altra questione calda: l’omogeneizzazione degli stipendi. L’esempio fatto dai due sindacati riguarda l’infermiere che «ha una quota mensile di produttività di 122 euro a Siena, di 119 euro ad Arezzo e di 87 euro a Grosseto, mentre un operatore socio sanitario ha una quota di 90 euro a Siena, di 103 euro ad Arezzo e di 79 euro a Grosseto. A distanza di un anno - dicono Nursing Up e Usb - a dispetto delle rassicurazioni date dai vertici aziendali a dicembre 2016, non si intravede la luce alla fine del tunnel» e i due sindacati stanno anche valutando un’azione legale per recuperare quanto perso dai dipendenti della ex Asl 9 dal momento dell’unificazione. Per i due sindacati «si naviga a vista» e questo sarebbe dimostrato «dalla prospettiva dell’abbandono dell’intensità di cura e lo studio di altri modelli organizzativi. Ma come - si chiedono Nursing Up e Usb - non era il miglior sistema possibile? Non metteva al centro del percorso assistenziale e di cura il paziente? Non poneva il Misericordia all’avanguardia in Toscana? Sembra proprio di no e sembra che Usb e Nursing avessero proprio visto lontano quando, a più riprese, hanno denunciato che l'intensità di cura senza personale non si poteva fare, che la devastante riduzione di personale che ha interessato la ex Asl 9 - nel triennio 2012/2015 sono state perse più di trecento unità - non permetteva una assistenza adeguata ai pazienti e che i carichi di lavoro stavano diventando pericolosamente insopportabili».
Secondo le due organizzazioni sindacali «dopo la presa d’atto del fallimento forse un grazie sarebbe dovuto» a infermieri e operatori socio-sanitari che si sono fatti carico del sistema. «E forse sarebbero dovute anche delle scuse alle persone che nel corso di questi anni hanno avuto modo e maniera di provare l’intensità di cura in salsa grossetana in veste di pazienti». (e.p.)
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