Attenzione
Il commissario cerca di ricucire il partito
Dopo le batoste di Grosseto e Orbetello mancano ancora linea e leader. Si riparte dagli incontri con la base
GROSSETO. In attesa di conoscere – lunedì prossimo – i numeri ufficiali del tesseramento 2016 (quello che permetterà agli iscritti di essere protagonisti al prossimo congresso), il Pd grossetano ha aperto ieri sera una discussione sugli scenari locali e nazionali. Iscritti e simpatizzanti del partito, membri dell’Unione comunale del capoluogo, si sono ritrovati in assemblea per analizzare, dibattere e approfondire temi interni, ma anche – sullo sfondo – posizionamenti rispetto al nuovo governo cittadino.
«Un percorso di condivisione di idee e riflessioni in vista dell’appuntamento congressuale», spiega il commissario Francesco Gazzetti. Una fase di ascolto, dopo che nei mesi scorsi il commissario aveva svolto una serie di incontri in tutti i circoli del comprensorio comunale. «In questo momento così importante – prosegue Gazzetti – è giusto e doveroso creare occasioni di dibattito che vedano protagonista la nostra gente. In tutta la Toscana assemblee analoghe stanno richiamando l’attenzione generale».
Nel frattempo ieri sera si è riunita anche la commissione tesseramenti, con il responsabile dell’organizzazione Riccardo Vannozzi, i garanti e l’ufficio adesioni. Nel fine settimana verrà data conferma sul numero di tessere.
Il Pd, a otto mesi dalla vittoria del centrodestra a Grosseto e Orbetello, non ha ancora fissato una linea di condotta rispetto a molte questioni e alcuni dirigenti lo stanno facendo notare, a più riprese.
Il congresso sarà uno spartiacque. Molti posizionamenti dipenderanno da quale corrente riuscirà a prevalere, se ci sarà una candidatura unitaria o una contrapposizione tra due o più nomi.
Nel frattempo – l’ex segretario Marco Simiani lo ribadì poco prima di dimettersi – sarebbe importante non perdere anche i Comuni in cui si voterà a primavera, vale a dire Pitigliano, Campagnatico e Manciano.
Riguardo allo stato d’incertezza nel Pd non mancano gli esempi. Ciro Cirillo che si smarca e accetta di fare il vicepresidente del consiglio comunale del capoluogo (gradito dal centrodestra), con i quattro compagni di partito che non lo votano, è solo la punta dell’iceberg. Prima ancora ordini dall’alto avevano impedito a Luigi Bellumori di accettare la carica di vicepresidente della Provincia e deleghe di governo che Vivarelli Colonna era disposto a concedere in una logica di governance bipartisan. E ancora il consigliere regionale Leonardo Marras che fa squadra con il sindaco di Grosseto sulla questione caldaie, dopo che si era rifiutato, invece, un accordo con il centrodestra sulla presidenza del Fiora (il nome condiviso era quello di Fabio Favali). Insomma, segnali di disgelo, che potrebbero far pensare a una nuova fase, anche nelle relazioni con gli avversari. Due giorni fa Vivarelli Colonna ha delegato proprio Bellumori a rappresentarlo alla riunione Upi-Anci, a Firenze.
Da chiarire, infine, alcune beghe del recente passato, già transitate sotto la lente dei garanti. L’ex vicesindaco Paolo Borghi pretende chiarezza sui tesseramenti 2015 – una ventina di persone iscritte a Barbanella e provenienti da Magliano – registrati nella fase in cui si doveva decidere chi candidare a sindaco a Grosseto e se fare o meno le primarie.
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