Sicurezza
Cavi manomessi, black out sulle Mura
Cinghialino e Cavallerizza presi di mira: Enel interviene e ripara. I gestori del chiosco: «Ogni giorno i resti dello spaccio»
GROSSETO. Manomettono i quadri elettrici e lasciano le Mura al buio. Seminano siringhe in terra. Nascondono la droga nelle fioriere scavando buche nel terriccio. Fioccano nuove segnalazioni sullo stato di salute della cinta muraria, investita da un black out dopo che qualcuno ha danneggiato i quadri elettrici lungo i percorsi murari. «Bravate», come sospetta qualcuno, compiute forse allo scopo di garantirsi maggiore protezione per delinquere nell’oscurità.
L’allarme torna alto nella zona del Cinghialino e della Cavallerizza dove sono risultati ko una serie di impianti elettrici. Alcuni cittadini, che abitano e lavorano in zona e sono abituali frequentatori delle Mura anche in orario serale, hanno fatto la segnalazione a Enel e la società ha inviato i propri tecnici che hanno fatto sopralluoghi nell’intera esagono e proceduto alle riparazioni. Il Comune, che pure non ha competenze dirette sugli impianti, si è interessato e ha contattato a sua volta Enel per chiedere l’intervento; tra l’altroieri e ieri - giorni in cui sono state messe a punto le ultime operazioni - l’illuminazione è tornata. Per combattere fenomeni legati a droga e disagio giovanile (atti vandalici, alcol), le forze dell’ordine hanno intensificati negli ultimi tempi i controlli. Bravate, atti vandalici e spaccio notturno continuano purtroppo a imperversare.
Il chioschetto. Sul bastione del Cinghialino, i nuovi gestori del locale che aprirà i battenti tutti i giorni ad aprile (a marzo sarà aperto solo il sabato) ieri sono stati costretti loro malgrado a “blindare” gli accessi al chioschetto sistemando cannucciati e piccole barriere per impedire l’ingresso agli estranei, che nottetempo arrivano e lasciano tracce poco edificanti. Siringhe in terra e altri segni inequivocabili di attività legate allo spaccio. Pietre divelte, buchi improvvisati nelle aiuole. Terriccio smosso nelle fioriere, terra scavata senza motivo alcuno, se non allo scopo di nascondervi dosi, proprio nell’area del bar o qualche metro più in là. «Con tutto il giro di spaccio e i pusher che circolano sulle Mura, il sospetto è che qualcuno venga a nascondere gli stupefacenti qui - raccontano i gestori - L’impressione è che pure chi ha manomesso i quadri elettrici e lasciato i bastioni al buio l’abbia fatto per garantirsi le condizioni sufficienti a delinquere e nascondersi meglio».
Operai al lavoro. Enel ha fatto diversi sopralluoghi nelle ultime settimane e negli ultimi due giorni, verificando cavi e quadri manomessi e ripristinando la funzionalità degli impianti, anche se alcuni fili - ieri - risultavano ancora privi di schermatura con i fili a vista.
Nuova luce. Intanto il Comune procede con il progetto per la nuova illuminazione, arrivato allo step esecutivo e che dovrebbe vedere la fine e contestuale presentazione da parte dell’assessorato competente - presumibilmente - tra fine marzo/inizio aprile. Un progetto (300.000 euro) finanziato con la tassa di soggiorno e che doterà il perimetro murario di luci a led con effetto corten. La pista ciclopedonale sarà illuminata e con essa anche il bastione Garibaldi, seppur in maniera minima perché il budget non permetteva di più. Non saranno illuminati gli altri bastioni se non nella parte della pista ciclabile, sempre per motivi di budget, ovvero dove non c’è il percorso, ad esempio nei giardini. I pali - secondo il progetto comunale - vedrà posizionati «pali piuttosto alti anche per evitare vandalismi».
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