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Grosseto

Caso Falzea, è arrivata la certificazione

Caso Falzea, è arrivata la certificazione

Il documento fissa il prezzo della casa in 124 milioni di vecchie lire, adesso la parola ai giudici di appello

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GROSSETO. «In riferimento alla vostra istanza del 2 gennaio 2017, si comunica che il prezzo di convenzione alloggio signor Falzea Bruno è quello risultante dal Quadro tecnico economico approvato in data 28 luglio 1994 dal ministero dei Lavori pubblici, di lire 124.693.510».

Questo è il testo del documento che il dirigente del settore gestione del territorio del Comune di Grosseto, Marco De Bianchi, ha inviato ai legali di Bruno Falzea, in lotta con le amministrazioni per vedersi riconoscere le proprie ragioni in merito alla questione dell’acquisto della casa di edilizia popolare da una ditta poi fallita. La Cassazione gli ha dato ragione, il fascicolo deve tornare alla Corte di appello: «Questa certificazione del Comune sarà depositata ai giudici di appello - spiega Falzea - anche se era già nota». Aggiunge il suo legale, l’avvocato Caterina Argese: «Tale documento ufficiale e formale fissava un prezzo di 124.693.510 lire, definitivo e immodificabile e pur tuttavia è stato disatteso dalle precedenti amministrazioni con sette diverse certificazioni». Il prezzo è relativo alla data di ultimazione dei lavori, 15 dicembre 1993.

Della certificazione Falzea e il suo avvocato avevano parlato nel corso di un incontro con il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, avvenuto nel dicembre scorso. Falzea si era detto soddisfatto dell’esito dell’incontro, facendo capire che aveva trovato ampia disponibilità da parte dell’amministrazione comunale. I contatti sono poi proseguiti e adesso è arrivata la certificazione, datata 28 febbraio.

Il lungo iter (sette cause civili, quattro ricorsi al Tar Toscana, tre appelli al Consiglio di Stato, tre ricorsi in Cassazione, tre cause alla Corte d’appello di Firenze, esposti e denunce a Procure, a Consigli dell’Ordine degli avvocati, al Difensore civico della Toscana, un esposto-denuncia alla Corte dei conti) sembra avviarsi verso la conclusione.

La Suprema corte ha imposto che adesso i giudici di appello debbano pronunciarsi «sulla domanda di esecuzione specifica dell’obbligo di concludere il contratto preliminare stipulato da Bruno Falzea» con la ditta, perché «erroneamente i giudici del merito hanno respinto la domanda di Falzea in conseguenza del mero esercizio da parte del curatore della facoltà di sciogliersi dal contratto preliminare».

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