Sicurezza
Bilancio partecipato Dove investire lo decidono i cittadini
Nel nuovo Statuto la norma per indirizzare la spesa pubblica Accesso agli atti, previste sanzioni per i funzionari che ritardano
FOLLONICA. I cittadini potranno decidere come destinare una parte del bilancio: il nuovo Statuto comunale trasforma il rendiconto partecipato, nel vero senso della parola.
Ancora non è stato definito il disciplinare che regolamenterà ogni dettaglio del progetto, ma sta di fatto che a Follonica, nel 2018 con ogni probabilità, saranno i residenti della città del golfo a decidere come spendere parte del denaro pubblico.
«Il bilancio partecipativo consiste nell’obbligo del Comune di organizzare una volta all’anno un evento con una selezione di cittadini che hanno il potere di decidere su una quota del bilancio di previsione - spiega il presidente del consiglio comunale, Francesco De Luca - Adesso il nostro compito è quello di stilare un vero e proprio regolamento così da normale l’iniziativa in tutti i suoi aspetti: già in altri Comuni è stato adottato questo strumento proprio per fare partecipe nelle scelte amministrative la cittadinanza».
Una novità che sicuramente interesserà la popolazione: spesso infatti i follonichesi si lamentano per problematiche differenti, dalla buca nella strada, al marciapiede sconnesso, alla mancanza di illuminazione, per fare degli esempi. Così avranno la possibilità di dire la loro almeno su una parte del denaro che il Comune dove vivono può investire nel corso di un anno. Ma le novità sullo Statuto, che verrà adottato oggi in consiglio comunale, non finiscono con il bilancio partecipato.
«Intanto - dice De Luca -voglio ringraziare tutti i consiglieri indistintamente per l'importantissimo lavoro fatto in quasi due anni di commissioni e confronti. Grazie a questa importante collaborazione abbiamo un nuovo Statuto dopo l’ultima modifica del 2009 e un nuovo Regolamento dopo 16 anni, più snello, semplice e comprensibile (si passa da 80 a 49 articoli), che potrà essere d’aiuto a chi verrà dopo di noi. Abbiamo previsto, primi in Italia, il diritto all’accesso digitale, che ci ha consentito di avviare iniziative di alfabetizzazione digitale con le scuole superiori: verremo per questo premiati a Firenze a Palazzo Vecchio tra i sei progetti sperimentali regionali più significativi. Abbiamo poi inserito il referendum propositivo e abrogativo, mentre prima esisteva solo il consultivo, abbassando il quorum di validità dal 50% al 30% (primi in Regione). Sul Regolamento del consiglio comunale abbiamo eliminato la seconda convocazione, dalla prossima assemblea ce ne sarà solo una e il numero legale sarà ora la metà più uno dei consiglieri (nove)». E ancora: «Sugli accessi agli atti abbiamo inserito un comma dove si stabilisce che l'eventuale ritardo del funzionario dovrà essere valutato disciplinarmente - aggiunge il presidente - Sull’iniziativa dei consiglieri oltre alle consuete interrogazioni abbiamo previsto le domande di attualità, che potranno essere rivolte al sindaco su temi di stretta attualità (depositate almeno sette giorni prima del consiglio)». A giudizio del presidente del consiglio si è cercato, con l’introduzione di queste novità, di abbreviare i tempi di attesa e nel contempo rafforzare le garanzie democratiche dei consiglieri di minoranza.
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