Finanza
Aumentano le postazioni di emergenza
Da aprile passeranno da 24 a 31. Mandò: «Vogliamo portare da 19 a 18 minuti i tempi di intervento del 118 per i casi gravi»
GROSSETO. Da aprile aumentano, passando da 24 a 31, le postazioni di emergenza territoriale (Pet) in provincia di Grosseto.
È una delle novità emerse dalla conferenza dei sindaci dedicata alla riorganizzazione del 118 che si è riunita ieri al centro direzionale Asl di Villa Pizzetti con la partecipazione delle associazioni di volontariato. Se al momento la rete 118 in provincia di Grosseto può contare su 24 Pet (di cui 15 con personale sanitario a bordo e 9 con personale del volontariato, addestrato per la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione Blsd) a cui vanno aggiunte quattro automediche, con l’0inizio di aprile le postazioni Pet diventeranno 31 con l'aumento delle Blsd che salgono a 16 grazie all’accordo raggiunto con le associazioni di volontariato.
Previsto inoltre il rafforzamento della rete da giugno a settembre nelle aree a maggior afflusso turistico con l’attivazione di una postazione a Marina di Grosseto e una a Punta Ala. Nello stesso periodo sarà portata a 24 ore la postazione di Monte Argentario, attivata la Pet 24 ore su 24 al Giglio e aggiunto un infermiere a Follonica.
«Gli indirizzi che come conferenza dei sindaci abbiamo dato all’azienda sono stati rispettati - dice il presidente della conferenza Giacomo Termine - e di questo dobbiamo ringraziare la direzione, il dipartimento di emergenza-urgenza e le associazioni di volontariato a cui sono state assegnate le necessarie risorse finanziarie». Indicazioni importanti arrivano anche dall’intervento alla conferenza del direttore del dipartimento di emergenza Massimo Mandò: «Stiamo lavorando per migliorare ulteriormente i tempi di intervento nei codici a gravità maggiore che in provincia di Grosseto hanno una media di 19 minuti. Il nostro obiettivo è di portarli a 18 nel giro di sei mesi, ottimizzando ogni singolo passaggio dalla chiamata in centrale al triage all’organizzazione dell'intervento. Stiamo lavorando sulle reti tempo-dipendenti (quelle per il soccorso in caso di infarto, ictus, trauma, insufficienza respiratoria, arresto cardiaco, sepsi) e abbiamo incrementato la rete di rilevazione dei problemi cardiaci installando un sistema più rapido di teleconsulto cardiologico e aumentando di 12 i modem per l’invio dell’elettrocardiogramma dall’ambulanza alla centrale e alla cardiologia di Grosseto dove, peraltro, è riattivato il sistema di ricezione dei tracciati».
Sperimentazione in corso anche per l'elisoccorso Pegaso II. «Stiamo testando l’uso del visore notturno - dice Mandò - la tecnologia militare che permette di atterrare, anche di notte, ovunque ci siano le condizioni di sicurezza».
Apprezzamenti per l’incontro di ieri arrivano dal sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi. «Dalla riorganizzazione del 118 - dice Balocchi - arrivano buone notizie per tutto il comprensorio amiatino. A Santa Fiora sarà operativo per 12 ore al giorno un presidio Blsd, un’ambulanza per il primo soccorso dotata di defibrillatore semiautomatico e delle più moderne tecnologie di trasmissione dati. Il primo soccorso sarà effettuato dal personale della Misericordia di Santa Fiora in attesa dell'arrivo del personale medico. Si tratta di un potenziamento reale e importantissimo del 118 per il nostro comune e per quelli vicini».
Di segno decisamente diverso il commento del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna che parla di rassicurazioni non sufficienti da parte dell'azienda sanitaria e continua a manifestare preoccupazione e perplessità. «La distanza dalla nostra città della nuova attività di gestione delle urgenze è una realtà innegabile - dice il sindaco di Grosseto - così come l’estensione su un territorio molto più vasto la cui conoscenza minuziosa da parte degli operatori che gestiscono l'emergenza è spesso di drammatica rilevanza per interventi efficaci, in cui la differenza di alcuni minuti può risultare determinante. I timori sono poi che, unitamente e parallelamente all’accorpamento delle sedi, corrisponda nella realtà ad un depauperamento delle risorse, che già da anni subiscono continue pericolose decurtazioni, e di conseguenza del servizio offerto ai nostri cittadini». Vivarelli Colonna si domanda in particolare se sia equa la distribuzione di risorse e dotazioni tra tutti i territori dell’area vasta, per esempio per quanto riguarda la disponibilità di ambulanze e automediche: «C’è da chiedersi se il nuovo assetto organizzativo garantisca equità di dotazioni e investimenti tra i territori. È necessario sapere se le prestazioni offerte dalla nuova centrale operativa sull’area grossetana rispondano a criteri di eccellenza dei migliori standard regionali ed italiani. È infine prioritario capire se la dotazione di autoambulanze e automediche sia effettivamente adeguata ai bisogni della cittadinanza o risulta, come sostenuto da molti operatori, molto sottodimensionata». Il sindaco non risparmia neanche una battuta: «L’Asl a sentire i suoi dirigenti racconta di meraviglie tanto che quasi verrebbe voglia di ammalarsi per poter accedere a tutti quei servizi favolosi».
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