Sicurezza
«Apologia di reato», esposto contro Salvini
Da Ravenna, Possibile censura le parole del leader della Lega. L’assessora Giorgieri: «Sporgo querela per le minacce»
FOLLONICA. Dopo la denuncia per sequestro di persona per i due dipendenti, ora è il momento delle querele a contorno dell’ormai famigerato video delle due donne rom chiuse nel gabbione della Lidl. Una la presenterà l’assessore alle pari opportunità di Follonica Mirjam Giorgieri, per minaccia e diffamazione, circa uno dei commenti che sono arrivati sulla sua pagina Facebook a seguito delle sue considerazioni sulla vicenda. «Sono stata indecisa fino all’ultimo se procedere in questo modo - dice Giorgieri - ma questo è un modo per cercare di fermare l’escalation di commenti violenti».
L’altro esposto invece lo presenta Andrea Maestri, deputato di Possibile, nei confronti del segretario della Lega Nord Matteo Salvini: «Ha fatto pubblica apologia di un reato e ha istigato all’odio razziale» dice il parlamentare che fa riferimento a Pippo Civati. La partita continua a giocarsi su due livelli, quello nazionale e quello locale.
Nel mezzo, quel video da poco più di un minuto, in cui si vedono due dipendenti della Lidl che deridono le due rom dopo averle chiuse nel gabbione dove sono sistemati i cassonetti dei rifiuti. Un video che ha raggiunto milioni di visualizzazioni e che ha spaccato a metà non solo l’opinione pubblica, ma anche e soprattutto la città, divisa tra chi condanna senza remore il gesto e chi vuole rimarcare come la questione rom sia di stretta attualità a Follonica. Posizioni portate avanti rispettivamente sui social, dove c’è chi si è lasciato prendere troppo la mano. «Le auguro le entrino in casa e facciano male a lei e tutta la sua famiglia poi ne riparliamo... voi ci guadagnate da ’sta feccia, ma noi onesti cittadini ci rimettiamo», ha scritto un utente Facebook sotto al post che Giorgieri ha pubblicato venerdì, il giorno dopo la diffusione del video, in cui criticava i commenti feroci che ne erano seguiti.
«Non credo ci siano margini di interpretazione - dice l’assessora - Sono stata indecisa, ma la questione va chiarita: non fare niente significherebbe che c’è qualcosa da nascondere, quando in realtà non c’è». La sua indecisione era dettata dalla volontà di voler abbassare i toni sulla vicenda, specialmente in città, ma alla fine ha deciso di agire, trovando anche diversi appoggi. «Ciò che mi ha fatto più piacere è la solidarietà che mi è stata espressa dopo le minacce da chi non la pensa come me - spiega - significa che è sempre possibile confrontarsi in maniera civile». Giorgieri si presenterà così nei prossimi giorni in caserma dai carabinieri, pronta a sporgere denuncia per minacce e diffamazione. «Poi valuterò se costituirmi parte civile o meno nel procedimento - spiega - e semmai mi verrà riconosciuto un indennizzo, questo tornerà alla comunità attraverso iniziative o altri progetti».
A Ravenna, intanto, Maestri ha presentato un esposto in Procura per il post di Salvini sul video: «Io sto con i lavoratori e non con le rom “frugatrici”. Ma quanto urla questa disgraziata? #ruspa e condividi». «Con ogni evidenza - si legge nell’esposto - stato dolosamente e coscientemente travalicato il limite del legittimo esercizio del diritto di manifestazione del pensiero e altresì sono state superate anche le guarentigie inerenti al munus parlamentare: Salvini ha fatto pubblica apologia di un reato e ha istigato (“Condividete”) all’odio razziale». Per il deputato di Possibile «qui si oltrepassa il limite e si offre copertura politica e mediatica a fatti gravi, si giustificano comportamenti illeciti, si getta benzina sul fuoco del disagio e del conflitto sociale - dice Maestri - Non dimentichiamoci la persecuzione dei rom perpetrata dal regime nazista».
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