Il dolore
Gli esuli e l’Avis insieme per donare il sangue
MASSA MARITTIMA. Un punto di contatto tra chi del volontariato ha fatto una missione e chi conosce fin troppo bene il dolore, fisico e non. Con questo spirito nei giorni scorsi il gruppo Avis di...
MASSA MARITTIMA. Un punto di contatto tra chi del volontariato ha fatto una missione e chi conosce fin troppo bene il dolore, fisico e non. Con questo spirito nei giorni scorsi il gruppo Avis di Massa Marittima, con il supporto dei mediatori culturali che operano nelle strutture dell’Associazione Partecipazione e Sviluppo di Bagni di Lucca, ha organizzato un incontro con i giovani richiedenti asilo ospitati nelle strutture di accoglienza di Ghirlanda e Prata.
Un incontro finalizzato a far conoscere sia la donazione di sangue sia l’importanza del volontariato nella società italiana, che ha portato ad una maggiore consapevolezza dei giovani ospiti su questi argomenti. Il dottor Francesco Casalino, responsabile del Centro Trasfusionale di Massa Marittima, e Giulia Mazzolani del Servizio civile nazionale, impegnata nella sezione Avis di Massa Marittima, hanno spiegato cosa sia il sangue, cosa siano gli emocomponenti e come avviene la donazione di sangue. In particolare, è stata approfondita la conoscenza sui requisiti che deve avere un donatore per essere tale, a cosa servono le donazioni e il valore etico e morale di questo gesto. Aspetti tuttaltro che banali per gli esuli presenti, che hanno mostrato un grande interesse per la differenza tra i gruppi sanguigni, la compatibilità tra i vari gruppi e la discussione sulle modalità di trasmissione delle malattie infettive. Tra i 30 partecipanti c'erano giovani di diverse nazionalità: Nigeria, Senegal, Mali, Pakistan e Bangladesh, con un'età compresa tra i 18 e 29 anni, ognuno con la propria storia, ma tutti in fuga dal proprio paese con la speranza di costruirsi un futuro migliore e con la voglia di integrarsi ed essere accettati nel Paese che li ha accolti. E adesso anche con la consapevolezza di poter contribuire a fare del bene a chi è costretto a fare i conti con dei problemi di salute.
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