Il Tirreno

Grosseto

Colpo al bar La Vasca, il titolare scrive al ladro - Video

Giovanna Mezzana
Un fotogramma del furto
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Un fotogramma del furto

Forza la serratura e si intrufola nel locale a volto scoperto noncurante delle telecamere. Ritrovato per strada il portaspiccioli

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GROSSETO. Manomessa una serratura, ci ha impiegato trenta secondi per entrare, precipitarsi dietro il bancone del bar, aprire la cassa, svuotarla e fuggire via: lo testimonia il video delle telecamere che hanno ripreso tutta l’azione. È il terzo furto che Massimiliano Tinti, titolare dello storico bar cittadino “La Vasca”, subisce nel suo locale. Dopo circa un anno è accaduto di nuovo, più o meno con le stesse modalità anche se questa volta il ladro ha usato la mano leggera; una delle due porte a vetri del bar, infatti, non è stata presa a sassate come era accaduto a gennaio 2016: ha lavorato “di fino”, come si suole dire, l’ultimo ladro, spaccando un pezzo della serratura ma lasciando intatto il vetro della porta – lato edicola, quella che rimane più nascosta – dalla quale si è intrufolato dentro.

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È quasi l’alba di mercoledì 1° marzo: sono le 3 e 48 minuti. Le telecamere del bar La Vasca sono in funzione. Una è fuori e due sono all’interno: queste ultime sono puntate sull’area della cassa e sull’intero bancone. Compare la figura di un uomo. È giovane e con una giacca sportiva di colore rosa. Corre di fronte al bancone dal lato riservato ai clienti, poi fa una sgommatina e si infila dall’altra parte. Mani sulla cassa e via: svuota tutto. Arraffa le banconote, sfila via il fondo a scomparti per gli spiccioli e, sempre di corsa, se ne va.

Quando è l’ora di aprire il locale, arriva la brutta sorpresa. Alle 9 di ieri il personale de La Vasca sta servendo caffé e cappuccini con l’amaro in bocca. Tinti non c’è: si è recato dai carabinieri per denunciare quanto accaduto. Ci dicono che ha l’intenzione di mettere un annuncio sul Tirreno per chiedere all’autore del colpo se può fargli almeno la cortesia di restituire il portaspiccioli che è parte integrante della cassa, anche vuoto, ovviamente, non ha pretese...: Tinti non ha perso né la sua tempra, né la verve.

Passano pochi minuti e non molto distante da piazza Rosselli una cliente – che ha appena saputo del furto – fa una scoperta. Sta portando a spasso il cane in via Fiume e quando imbocca via Tolmino, il quattrozampe tira verso qualcosa di nero che sembra “appoggiato” sul marciapiede. E lei cosa vede? Il fondo cassa a scomparti. Pensa al furto, la fotografa e la invia a Tinti. «È la mia, è la mia» le dice per telefono. Ora è nelle mani dei carabinieri che da lì potrebbero prelevare le impronte, ma già figura e volto del ladro si vedono molto distintamente nei fotogrammi delle riprese video. Stesso copione del gennaio 2016 quando l’autore del furto venne incastrato dalle telecamere. Fermato, dopo due giorni, ci dirà poi Tinti, era a spasso. Ed è così che il patron de La Vasca ha deciso di prenderla con filosofia: della serie, se non vuoi che diventi un nemico, fattelo amico.. tant’è che al ladro gli ha scritto pure una lettera.

Eccola.

"Caro ladro tunisino, dal naso alla francese e dalla bella dentatura, ti ho riconosciuto bene dalle telecamere di sorveglianza, come lo faranno i tuoi familiari e i tuoi amici quando avrò divulgato il video su Facebook; lo posterò anche per far vedere quanto sei diventato bravo e veloce.
Come saprai, nel nostro Belpaese, l’Italia, presto sarà fatto un inquadramento anche per la vostra categoria: i ladri. Si prevede stipendio e pensione. E assistenza sanitaria: e meno male, tant’è che spero che tu non ti sia fatto male nell’entrare l’altra notte nel mio bar.
Ti dico comunque che sono assicurato e che puoi rivolgerti direttamente a me per essere eventualmente risarcito.
Ritengo anche che ti meriteresti uno stipendio adeguato, visto che ti sei alzato a notte fonda mentre io dormivo beatamente nel mio letto.
Ti prego di considerare il prelievo che hai fatto dalla mia cassa la scorsa notte come acconto di un eventuale stipendio, visto che sarei disposto ad assumerti perché tu possa avere una vita con orari più civili.
So bene che contro il tuo gesto io – in questo Belpaese, l’Italia – non posso nulla perché come tante migliaia di imbecilli investo i miei soldi e lavoro dalla mattina alla sera; e per questo divento un soggetto che ha qualcosa da perdere: famiglia, casa e quant’altro; quindi, ti prego, Signor Ladro, mi sono peritato, con la nuova serratura, di fornirti una copia delle chiavi nuove: per evitare disagi sia a te che a me. Non disturbiamo più la Prefettura, che sta qui di fronte al mio bar, con colpi e rumori.. perché lì di notte si dorme.
Distinti saluti dal cittadino di un paese “finito”".


P.S. (e Massimiliano Tinti ora cambia “registro”) "Ringrazio i carabinieri di Grosseto e il comandante della stazione Luigi Vincenti per la loro professionalità".
*titolare del bar La Vasca

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