Il Tirreno

Grosseto

Casone, il Comune dà il via alla bonifica

di Alfredo Faetti

Saltata l’intesa con le aziende, l’ente locale provvede alla sua parte. Adesso ogni società dovrà fare lo stesso

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SCARLINO. La Regione la annuncia, il Comune si muove. Dopo il definitivo tramonto del piano unitario, dovuto al fatto che i vari soggetti in gioco non hanno trovato un accordo alla ripartizione dei costi, sono le istituzioni a dover prendere in mano la regia della bonifica della falda acquifera del Casone, attesa da trent’anni e ancora ferma al palo.

«Il progetto unitario di bonifica non ha raggiunto un esito positivo, è vero - spiega l’assessora regionale all’ambiente Federica Fratoni - perché le parti non si sono accordate sulla ripartizione interna dei costi, procedura alla quale la Regione ha dato un contributo. A quel punto la Regione stessa, facendo da stimolo e impulso, ha attivato un percorso con tutti i soggetti coinvolti, invitandoli a procedere ciascuno per la propria parte, in maniera autonoma. E così sarà».

Il Comune di Scarlino, dal canto suo, si è già attivato e con una delibera di fine febbraio ha trovato un accordo con la società Ambiente spa (la stessa che aveva in carico della bonifica unitaria) per redigere un progetto per la bonifica di ciò che compete all’ente.

«L’amministrazione comunale - si legge nella delibera in questione - ritiene prioritario e non più rinviabile il processo di risanamento della falda nella piana di Scarlino e intende pertanto procedere autonomamente attuando per la propria area di pertinenza uno stralcio del progetto unitario di bonifica della falda approvato».

Un progetto che costerà alle casse pubbliche 25mila euro.

I patti ora sono chiari: ognuno proceda per quel che ha inquinato e a proprie spese. Un accordo che vale per le tre aziende coinvolte (Nuova Solmine, Tioxide e Scarlino Energia) e appunto il Comune, visto che alcune legislature fa ha acquisito 39 ettari di terreno della piana da Syndial, ritrovandosi adesso costretto a procedere con la bonifica. «Ciascuno presenterà il progetto di bonifica afferente la propria area di proprietà entro i tempi stabiliti dal Comune (entro fine maggio) - continua la nota diffusa da Firenze - La Regione, da parte sua, continuerà a farsi parte attiva coinvolgendo anche Arpat, al fine di realizzare un coordinamento tecnico che consenta di armonizzare i diversi interventi». In realtà il novembre scorso, quando venne a galla l’impasse che stava bloccando il piano unitario, il Comune chiese alla Regione di emettere un’ordinanza per imporre alle aziende di procedere con le bonifiche: ipotesi caldeggiata dalla giunta di Enrico Rossi, ma alla fine mai messa in pratica. «La Regione - spiegano però da Firenze - solo dal gennaio 2016 ha assunto le competenze, già delle Province, in merito a istruttoria, controllo e certificazione finale sui progetti di bonifica di Scarlino di cui il procedimento amministrativo è in capo al Comune. Nell’ottobre 2016 la Regione ha richiesto e sollecitato tutti i soggetti ad attivare l’iter per la bonifica».

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