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«Appartengo alla ’ndrangheta»: a giudizio
GROSSETO. Come fare per risultare il più convincente possibile e farsi dare somme di denaro sempre più consistenti? Antonio Gagliostro, un uomo di 54 anni di Palmi aveva trovato un sistema efficace:...
GROSSETO. Come fare per risultare il più convincente possibile e farsi dare somme di denaro sempre più consistenti? Antonio Gagliostro, un uomo di 54 anni di Palmi aveva trovato un sistema efficace: spacciarsi per il membro di «una grande famiglia criminale», dire di far parte della ’ndrangheta, minacciando un uomo e una donna di appiccare il fuoco ai capanni in campagna o di prendersela con i parenti dei due. È una storia a tinte fosche quella che si discuterà il 19 aprile davanti al collegio, nel tribunale di piazza Albegna. L’uomo infatti è stato rinviato a giudizio dal giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna. Estorsione, l’accusa formulata nei confronti dell’uomo.
È stata una delle due vittime a presentare l’altra a Gagliostro. Una semplice conoscenza che per un uomo che vive in città (e anche per la donna), è diventata un vero e proprio incubo costato loro, in totale, diverse decine di migliaia di euro.
Il tenore delle richieste era quasi sempre lo stesso: «Faccio parte di una grande famiglia criminale», avrebbe detto Gagliostro (difeso dall’avvocato Rossana Savelli) all’uomo,facendosi consegnare cifre tra gli 80 e i 150 euro anche più volte al mese, tra ottobre e dicembre del 2012. Poi la posta era stata alzata: per avere 2.000 euro, il cinquantaquattrenne avrebbe minacciato l’uomo dicendogli «so dove abiti e come raggiungerti», oppure, davanti alla porta del suo ufficio, «fammi entrare, pensa alla mamma, il mondo è piccolo».
E anche alla donna era stato riservato lo stesso trattamento: era riuscito a ottenere 20.000 euro, puntandole anche una pistola alla tempia per farsi consegnare il denaro. (f.g.)
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