Attenzione
Addio don Andrea, una vita di missione tra le parrocchie
Il sacerdote, 57 anni, era originario della Polonia Il funerale sarà celebrato nella chiesa di San Giuseppe
GROSSETO. Don Andrea Dzwonskowski, 57 anni, uno dei sacerdoti più conosciuti della Diocesi di Grosseto, è morto ieri all’ospedale di Negrar, in Veneto, dove era ricoverato da circa un mese. Oggi si conoscerà la data delle esequie, che verranno celebrate nella chiesa di San Giuseppe, a Grosseto. Poi il trasferimento in Polonia, dove don Andrea sarà tumulato.
«Il ricovero - spiega in una nota la Diocesi - si era reso necessario per assicurargli un accompagnamento clinico, dopo che un crollo fisico ne aveva minato in modo preoccupante il suo fragile stato di salute». Poche ore prima di morire aveva ricevuto la visita del vescovo Rodolfo Cetoloni e del vicario generale don Desiderio Gianfelici, che si erano recati a Verona, portandogli l’affetto e la preghiera di tutta la comunità cristiana di Grosseto. Il feretro, una volta giunto a Grosseto, sarà portato nella chiesa parrocchiale di san Giuseppe, nella quale don Andrea ha speso le primizie del suo sacerdozio e nel cui territorio si trova il centro Frassati di cui era responsabile.
Don Andrea era diventato prete 29 anni fa, proprio a Grosseto. Originario di Danzica, aveva respirato fin da piccolo il carisma francescano e per questo aveva frequentato il liceo a Niepokalanow, il convento fondato da padre Massimiliano Kolbe, il santo martire morto nel 1941 nel campo di sterminio di Auschwitz. «Negli anni giovanili - racconta don Desiderio - Andrea fu affascinato dalla testimonianza eroica di don Jerzy Popieluszko, oggi beato, le cui omelie in occasione delle Messe per la nazione furono una dimostrazione forte di coraggio e di libertà nella Polonia del regime comunista. Così come dall’esperienza di Solidarnosc». Dopo un periodo trascorso nell’Ordine dei Frati minori conventuali, don Andrea nel 1981 arrivò in Italia, inviato dai suoi superiori a studiare filosofia e teologia al Seraphicum di Roma. Nel 1984, scaduti i voti temporanei emessi tra i Conventuali, iniziò le pratiche per venire in Italia, dove giunse nel 1986. Accolto nella diocesi di Grosseto, completata la sua formazione di seminarista, il 20 ottobre 1987 ricevette il diaconato e il 1 ottobre 1988 venne ordinato sacerdote dal vescovo Adelmo Tacconi, nella Cattedrale di San Lorenzo.
Il suo primo incarico alla parrocchia cittadina di san Giuseppe, dove aveva svolto anche il diaconato. Nel 1990 inizia il pellegrinaggio nelle parrocchie della provincia. Prima Buriano e Casotto Pescatori, poi parroco della comunità di Roccastrada, dove stringe anche una fraterna amicizia con don Claudio, che si è rafforzata in tutti questi anni. Nel '95 il trasferimento a Sassofortino, dove resta poco più di un anno. Nel marzo del '96 il vescovo Babini lo invia come vicario parrocchiale a Boccheggiano e Tatti dove resta fino al 1998. Rientrato in Diocesi, nel 2003 il vescovo Agostinelli gli affida la parrocchia di Batignano, dove due anni dopo - finalmente cittadino italiano - viene nominato parroco.
Dal 2010 era responsabile del centro giovanile Frassati, dove è rimasto fino a poche settimane fa rendendosi disponibile nell’accoglienza sempre generosa delle varie realtà che lì hanno trovato casa e nel custodire il carisma di don Bosco attraverso l’associazione degli ex allievi salesiani.
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