Sicurezza
Via Inghilterra, nessuna risposta agli 860 firmatari della petizione
GROSSETO. Da Palazzo civico non è arrivato alcun segnale: nè di pragmatismo ma neppure di “vicinanza”. A cinque giorni dalla consegna all’ufficio protocollo del Comune di 860 firme con cui i...
GROSSETO. Da Palazzo civico non è arrivato alcun segnale: nè di pragmatismo ma neppure di “vicinanza”. A cinque giorni dalla consegna all’ufficio protocollo del Comune di 860 firme con cui i grossetani chiedono a gran voce la riapertura della storica Coop di via Inghilterra, chi ha promosso la petizione – ma anche chi l’ha firmata – aspetta ancora un cenno da chi è alla guida delle istituzioni cittadine: dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna; quelle firme, del resto, erano per lui, oltre che per i top manager di Unicoop (a cui sono state spedite venerdì con posta celere). Servivano per dirgli: “Sindaco, pensaci tu”. «Insomma – dice Sabina Rombaldi, residente del quartiere Pace e tra i componenti del comitato che ha lanciato la raccolta firme – noi pensiamo che i cittadini meritino una risposta. La Coop riaprirà tra sei mesi? Tra un anno? L’importante è che indichino una data. Non possiamo continuare a vivere nel limbo». Quella Coop, chiusa per essere ristrutturata e «fuori – come ha assicurato più di una volta Unicoop Tirreno – dal piano di riorganizzazione» che dovrà rimettere in ordine i conti in rosso del colosso cooperativo, è molto di più di uno store dove riempire il carrello della spesa. È un luogo di socialità (uno dei pochi rimasti) per i tanti anziani che abitano il popoloso quartiere, è una lampione acceso in un quartiere che ogni giorno che passa rischia di rimanere al buio: dimenticato, abbandonato, dismesso. Unica nota positiva, sono iniziati alcuni lavori di ristrutturazione del condominio 167 Nord cioè il complesso pubblico-privato che ospita anche il supermercato Coop: ponteggi e impalcature sono comparsi lato via Unione Societica. Ma non basta. Tant’è che dopo un tour novembrino al quartiere Pace della giunta Vivarelli Colonna quasi al completo (ma con il sindaco grande assente) proprio per progettare il futuro di quel grande rione-pancia della città, sopralluoghi anti-degrado dell’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti, promesse e rassicurazioni di Unicoop – «Riapriamo sicuramente» – mesi di attesa durante i quali fuori e dentro lo store non si è mossa una paglia, un gruppo di residenti e commercianti del quartiere Pace ha promosso una raccolta firme per una riapertura certa – nel senso che vogliono una data – del market. In breve tempo hanno raccolto quasi 900 firme che il 23 febbraio sono state consegnate all’ufficio protocollo: 860 firme vorranno pur dire qualcosa? Ottocentosessanta cittadini sono lì che aspettano. Meritano una risposta?
Giovanna Mezzana
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