Finanza
Fc Grosseto via dallo stadio Ora lo sfratto è esecutivo
Il giudice ha respinto il reclamo della società del presidente Pincione È stato anche autorizzato l’impiego della forza pubblica e di un fabbro
GROSSETO. Da oggi comincia il conto alla rovescia. Potrebbe durare un giorno, potrebbe risolversi tutto nel giro di questa settimana. È il conto alla rovescia per il ritorno dello stadio Carlo Zecchini (e del sussidiario Nilo Palazzoli) al Comune di Grosseto. Il Tribunale ha respinto l’ultimo ricorso di Fc Grosseto contro lo “sfratto”. Un mese fa si era tenuta l’udienza, il giudice Giulia Conte aveva reso nota la sua decisione ai primi di febbraio - imponendo alla società di Max Pincione il rilascio - il club si era opposto con un reclamo attraverso l’avvocato Edoardo Adducci, adesso è arrivato il responso definitivo: reclamo respinto, rilascio immediatamente esecutivo, autorizzato l’impiego della forza pubblica e autorizzato anche quello del fabbro.
La precisazione delle modalità di sfratto era stata richiesta dalla stessa società sportiva. Altrimenti l’incartamento sarebbe passato all'ufficiale giudiziario, che avrebbe scelto in autonomia le modalità più opportune.
Invece adesso l’avvocato Roberto Bottoni, che tutela il Comune, dovrà - d’intesa con l’amministrazione municipale - scegliere il giorno più indicato e concordarlo con le forze dell’ordine, come accade in sfratti molto più banali e di routine, ma non per questo meno drammatici. Se nessuno si presenterà con le chiavi, il Comune sarà autorizzato a far intervenire un fabbro e a forzare i cancelli e le porte che dovessero eventualmente rimanere chiuse.
Non sarà un giorno glorioso per la Grosseto sportiva, questo è certo. Ma una volta che la questione era stata messa nelle mani dei legali, lo sfratto era uno degli epiloghi possibili. Il Tribunale aveva ritenuto fondate le preoccupazioni dell'ente a proposito delle capacità di pagamento della società, morosa per il canone e inadempiente per gli interventi di manutenzione: il rischio manifestato dal Comune era quello di non essere in grado di tornare in possesso dell’impianto che a luglio deve ospitare gli Europei Under 20 di atletica leggera e che quindi necessita di interventi. E nell’ordinanza tali preoccupazioni - specialmente quelle di non riuscire a recuperare il credito - erano ritenute fondate: Fc Grosseto non percepisce contributi, non ha sponsor, l’andamento sportivo è definito "pessimo" (e ancora non era successo che Grosseto e Gavorrano si trovassero davanti allo stadio senza poter giocare il derby a causa dei cancelli chiusi, come avvenuto domenica scorsa) e presumibilmente gli incassi diminuiranno, infine il capitale sociale è di soli 10.000 euro. Non erano intervenute nemmeno le dimissioni dei collaboratori, all’epoca dell’ordinanza. Il giudice aveva evidenziato che Fc Grosseto non ha mai pagato il canone «con motivazioni pretestuose», visto che la società aveva preso visione dell’impianto e che dunque non poteva eccepire successivamente la necessità di interventi. Fc Grosseto è al centro varie richieste di pignoramenti e di decreti ingiuntivi spesso esecutivi (il giudice aveva preso visione anche degli articoli di stampa forniti dal Comune). «Se anche tali decreti sono stati oggetto di opposizione - aveva notato il giudice - il loro numero appare sintomatico della resistenza della società a pagare i debiti». Per tutti questi motivi, il giudice aveva ordinato a Fc Grosseto di lasciare liberi i beni «senza dilazione». Adesso questo ordine è inappellabile. Avanti con il fabbro.
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